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Maria Adelaide d'Asburgo-Lorena

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Maria Adelaide con la figlia Maria Pia, futura regina del Portogallo

Maria Adelaide d'Asburgo-Lorena (1822 – 1855), arciduchessa d'Austria, principessa d'Ungheria, moglie di Vittorio Emanuele II di Savoia e regina di Sardegna.

Citazioni su Maria Adelaide d'Asburgo-Lorena

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  • Eran trascorsi pochi mesi [dal suo matrimonio con Vittorio Emanuele], che Maria Adelaide lo sorprendeva nel giardino di Moncalieri con una diva del teatro, Laura Bon, ma si guardò dal farne un dramma. Perfettamente educata al mestiere di Regina, essa sapeva che la rassegnazione alle infedeltà ne è parte imprescindibile, e le sopportò sempre con garbo e dignità. (Indro Montanelli)
  • Di una gentilezza d'animo squisita, il suo trionfo fu la carità e l'amor della famiglia e dei figli, che tutti allattava da sé; e in quanto agli infelici che a lei ricorrevano, essa non era soltanto caritatevole, ma la carità in persona, e tutte le sere dicesi che scrivesse sopra un taccuino nomi, cognomi e particolari di quelli che le erano raccomandati, non solo per soccorrerli subito, ma per potersi informare di loro e provvederli per l'avvenire. Vi è una distinzione fra carità ed elemosina, e Maria Adelaide possedeva ed esercitava a seconda entrambe queste virtù, spingendole fino al proprio sacrifizio.
  • Maria Adelaide aveva una meravigliosa facilità per ogni cosa da apprendere; non vi era arte femminile che non conoscesse, ma la sua modestia era sì straordinaria, che con lei si andava sempre di scoperta in scoperta. Anche di storia, lingua, studi in generale, aveva larga conoscenza; ma si piaceva specialmente a ricamare, a curare il corpo e l'anima e coltivare lo spirito dei suoi figli, passando presso di loro le ore di libertà di cui poteva godere durante i suoi quieti soggiorni di Moncalieri e Stupinigi, dove a quell'epoca la famiglia stava quasi abitualmente.
  • Quantunque giovane assai, ed amante del vestir bene, si privava spesso della soddisfazione che reca un vestito nuovo, un gioiello, per darne il prezzo ai poveri; e più d'una volta, vedendo crescere i bisogni di tante disgraziate famiglie, pregò il suocero[1], che soleva regalarle per Capodanno qualche elegante monile del valore di 6,000 lire[2], a volergliene invece far dare il prezzo , per poterlo distribuire fra gli infelici, che non era riuscita a beneficiare durante l'anno.

Note

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