Maurice Aymard

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Maurice Aymard (1936 – vivente), storico francese.

Spazi[modifica]

  • Molto più che al clima, alla geologia e al rilievo il Mediterraneo deve la propria unità a una rete di città e di borghi precocemente costituita e notevolmente tenace: è intorno a essa che si è formato lo spazio mediterraneo, che ne è animato e ne riceve vita. Non sono le città a nascere dalla campagna: è la campagna a nascere dalle città, che è appena sufficiente ad alimentare. Attraverso di esse si proietta sul territorio un modello di organizzazione sociale, di cui tutti gli emigranti, coatti o volontari, cercano di riprodurre lo schema ovunque si trovino. Nomadi, stabiliranno il loro accampamento secondo regole immutabili. Sedentari, fonderanno una città, sempre la stessa.[1]
  • [Il modello urbanistico ippodameo] Ha trionfato in ogni periodo di standardizzazione culturale, in cui la riproduzione sistematica di un modello prestabilito, e ritenuto superiore, si pende una sorta di rivincita sullo sviluppo spontaneo: la Grecia ellenistica, Roma, il Rinascimento e l'età barocca, il nostro mondo contemporaneo. Più che delle esigenze funzionali, haussmanniane ante litteram, si proclama così la piena trasparenza dello spazio abitato dagli uomini: la vittoria dell'ordine sull'ombra in una città ideale posta sotto il segno dello spirito.[2]
  • Se lo sport, sotto forma delle discipline collettive e soprattutto del calcio, ha potuto assurgere al primo posto, non è tanto, senza dubbio, per il suo valore atletico, quanto perché si è rifatto carico, anche se in modo impoverito, della funzione che Aristotele attribuiva alla tragedia greca: la purificazione delle passioni, che negli spettatori, durante la rappresentazione, erano portate al parossismo. Da ciò deriva lo scatenarsi delle violenze partigiane che riproducono quelle delle lotte tra fazioni nella vita pubblica: è impossibile assistere a un incontro per la pura bellezza del fatto sportivo, da spettatori neutrali. Da ciò deriva anche la celebrazione della vittoria, ricalcata sul modello del trionfo: tutta la città si identifica allora, del resto per un tempo molto breve, con la sua squadra.[3]

Note[modifica]

  1. Il Mediterraneo, p. 125.
  2. Il Mediterraneo, p. 131.
  3. Il Mediterraneo, pp. 142-143.

Bibliografia[modifica]

  • Maurice Aymard, Spazi, in Il Mediterraneo, Lo spazio la storia gli uomini le tradizioni, traduzione di Elena De Angeli, Bompiani, Milano, 19977. ISBN 88-452-1869-4

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