Mar Mediterraneo

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Il Mediterraneo

Citazioni sul mar Mediterraneo.

  • A un certo punto della sera e del mattino l'azzurro del Mediterraneo supera ogni immaginazione o descrizione. È il colore più intenso e meraviglioso, credo, di tutta la natura. (Charles Dickens)
  • Che il Mediterraneo sia | la fortezza ca nun tene porte | addo' ognuno po' campare | d'a ricchezza ca ognuno porta, | ogni uomo con la sua stella | nella notte del dio che balla | e ogni popolo col suo dio | che accompagna tutti i marinai | e quell'onda che non smette mai. (Eugenio Bennato)
  • [Il] grande lago che chiamano il Mediterraneo. (Alexandre Dumas)
  • Il mare, ch'io solco adesso, col vento in poppa e la prora rivolta alle Sirti, è il più fantastico teatro, che mente umana abbia potuto creare. Tutti i popoli del mondo vi si sono incontrati e cozzati, come le nuvole nel cielo; città sono sorte e scomparse come spume; e il numero delle battaglie che vi risonarono, può eguagliarsi soltanto a quello delle tempeste. Le onde indifferenti e solenni cantarono i funerali della civiltà e del dominio fenicio, egiziano, greco, romano, arabo, spagnuolo; canteranno un giorno il tramonto degli imperi di Francia e d'Inghilterra, e canteranno, un giorno più lontano, anche il nostro. (Domenico Tumiati)
  • Il Mediterraneo è soprattutto la civiltà dell'antideserto. (Paul Morand)
  • Il Mediterraneo è una grande patria, una dimora antica. A ogni mia nuova visita me ne accorgo con evidenza sempre maggiore. Che esista anche nel cosmo, un Mediterraneo? (Ernst Jünger)
  • Il Mediterraneo si stende a perdita d'occhio oltre la città, ed è così azzurro, in questo momento, che nemmeno il più puro e vivido blu di Prussia che Mac abbia mai preparato sulla sua tavolozza potrebbe sostenerne il confronto. (Charles Dickens)
  • Le chiavi del Mediterraneo sono nel Mar Rosso. (Pasquale Stanislao Mancini)
  • Molto più che al clima, alla geologia e al rilievo il Mediterraneo deve la propria unità a una rete di città e di borghi precocemente costituita e notevolmente tenace: è intorno a essa che si è formato lo spazio mediterraneo, che ne è animato e ne riceve vita. Non sono le città a nascere dalla campagna: è la campagna a nascere dalle città, che è appena sufficiente ad alimentare. Attraverso di esse si proietta sul territorio un modello di organizzazione sociale, di cui tutti gli emigranti, coatti o volontari, cercano di riprodurre lo schema ovunque si trovino. Nomadi, stabiliranno il loro accampamento secondo regole immutabili. Sedentari, fonderanno una città, sempre la stessa. (Maurice Aymard)
  • Quando mi chiedono che cosa resta, in questo nostro mondo cibernetico, di quel Mediterraneo quasi arcadico del ricordo, "Napoli? Il raffinato cadavere di Napoli?", rispondo: "Per restare resta molto. Resta l'immenso paradiso infranto della memoria. Resta la magnifica nostalgia dei perduti splendori. Restano la coscienza profonda di una storia condivisa, le spoglie delle civiltà da cui proveniamo, un presente postatomico con scorie industriali e una vegetazione radioattiva. Il Mediterraneo è anche questo. Una bellissima cloaca, come il golfo di napoli. Un rifugio di turisti nordici in pensione, come a Ischia. Un frammento di sogno di pietra, come Capri. Una costa geniale dove si trova Ravello, sognata da Goethe, sognata da Wagner. Isole trasformate in prigioni; vulcani in fiamme; vigne d'oro; vino verde, di uve prodotte e raccolte in proprio; un mondo rurale minacciato, fra il drammatico e il gaudente. Rovine di mille anni fa e persino di ieri. Eterni corpi di marmo e altri ancora effimeri, parimenti magnifici. Tutto il cumulo di passato e presente che ora è vita. Resta il bellissimo cadavere barocco che è Napoli". (Josep Piera)
  • Sono convinto che mai come oggi, pur vivendo in contesti sempre più dilatati, nei quali i contatti sono velocissimi, per resistere non dobbiamo mai abbandonare le nostre radici. Per diventare internazionali, dobbiamo appartenere a un Paese. Quel Paese, per me, è il Mediterraneo, che è sterminato patrimonio di culture e di visioni. (Mimmo Paladino)

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