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Menestrello

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Menestrelli in un manoscritto dell'XI secolo

Citazioni sul menestrello.

  • I menestrelli ripagarono Carlo Magno per la sua benignità verso di loro. Gli diedero fama immortale; poiché per tutto il Medioevo la leggenda di Carlo Magno si accrebbe, ed egli divide col re Artù l'onore di essere l'eroe di uno dei massimi cicli narrativi del Medioevo. Ogni nuovo secolo lo rivestì dei propri panni e cantò su di lui nuovi versi. Ciò che i cronisti dei monasteri non avrebbero mai potuto fare per Carlo Magno, nel chiuso delle loro cellette, lo fecero questi menestrelli disprezzati e maledetti: gli diedero ciò che forse è più desiderabile di un posto nella storia – gli diedero un posto nella leggenda. (Eileen Power)
  • Menestrelli si chiamavano con voce d'ampia significazione tutti quelli che con suoni e canti, con prove d'agilità e di destrezza, o con giochi ricreativi contribuivano a bandir la noia e la tristezza, a riempier gli animi di diletto, a chiamar la serenità sulle fronti accigliate, il sorriso sulle labbra più dispettose. Ma più propriamente menestrelli erano i soli musici; e chiamavansi menestrelli di bocca i cantanti; menestrelli di cornamusa, di corno saracinesco, d'arpa, di viola, di liuto, di salterio, di chitarra, secondoché suonavano d'alcuno di tali stromenti. Gli altri, sebbene si chiamassero spesso anche menestrelli, più propriamente erano detti o uomini di corte o giullari, bateleurs, mimi. (Luigi Cibrario)
  • Oltre ai menestrelli residenti appresso alla loro persona aveano i principi molti altri menestrelli di solo titolo i quali andavano girando di corte in corte, di castello in castello, traendo in folla dove s'udisse annuncio di alcuna gioia domestica, di giostre o d'altra festa qualunque; e portandone presenti di fiorini, o di franchi d'oro, di panni, di robe, di coppe d'argento, e talor di cavalli. Perciò troviamo menestrelli del re di Francia, del duca di Normandia, del re di Maiorca, del re di Cipro, del re di Boemia, del conte di Wurtemberg, del patriarca d'Aquileia, dei signori di Milano, concorrere a render più solenni e più liete le feste della corte di Savoia, ed esserne cortesemente rimeritati. (Luigi Cibrario)

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