Michail Arcybašev

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Мichail Arcybašev

Michail Petrovič Arcybašev (1878 – 1927), scrittore russo.

Il sangue[modifica]

  • Klavdia Nikolaevna, come spesso accade alle donne incinte deboli, all'improvviso si rattristò e le venne da piangere. Ma essendosi subito ricordata che ciò poteva nuocere al suo bambino, si fece forza e provando un senso di colpa si mise a ridere tra sé e sé, trattenendo le lacrime.
    Mai così chiaramente come adesso, che la casa era così vuota e silenziosa, aveva percepito di non essere sola, che in lei viveva qualcun altro, sconosciuto, infinitamente caro a lei ma tuttavia un essere incomprensibile. Con il tempo vive, cresce e persino si muove, si rigira morbidamente. Per questa piacevole e strana sensazione tutto l'organismo le si riempiva di un particolare e infinitamente felice senso di paura solenne. (cap. VI, p. 155)
  • Le anatre, pacate e giudiziose, emettevano versi misurati, che si sentivano distintamente lungo la riva. Qua e là qualche bell'esemplare di anatra maschio, inaspettatamente, si librava nell'aria, con un grido sfrecciava sull'acqua e disegnando un ampio semicerchio si sedeva, solcando rumorosamente l'acqua che rimaneva a lungo agitata e si increspava tutta, come se sorridesse al cielo che in lei si rifletteva. Alcuni chiurli dalle lunghe zampe e dai becchi appuntiti, allungando le sottili gambette da zanzara, uno dopo l'altro saltellavano di cuneetta in cuneetta e con un allegro sibilo si addentravano sempre più nel boschetto che diveniva color azzurro. (cap. VIII, p. 163)
  • I bianchi gabbiani, come sempre, giravano ovunque avvicinandosi con il petto bianco all'acqua, e di nuovo si levavano verso l'alto agitando le lunghe ali curve e guardando ai lati con occhio acuto. (cap. VIII, p. 164)

Citazioni su Il sangue[modifica]

  • Ho appena letto il magnifico racconto di Arcibašev Il sangue che per le sue qualità letterarie potrà meglio di ogni qualsivoglia argomento convertire la gente al vegetarismo o piuttosto toglierà loro quella assurda credenza della necessità di mangiare esseri viventi. (Lev Tolstoj)

Incipit di Al limite estremo[modifica]

Era una piccola città, nel cuore di una steppa illimitata... E se si usciva dalle sue mura e si contemplava la linea lontana della pianura, i contorni della foresta, indecisa e resa pallida dalla distanza, la vanità e la fragilità di quel pugno d'uomini che vivono, soffrono e muoiono sulla terra, apparivano evidenti; questa non era letteratura, ma una verità semplice, che, anzi, si constatava con tristezza.[1]

Note[modifica]

  1. Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, Incipit, Skira, 2018. ISBN 9788857238937

Bibliografia[modifica]

  • Мichail Arcybašev, Il sangue, traduzione di Ylenia Marzà e cura di Gianfranco Giorgi, in Lev Tolstoj, Perché sono vegetariano: princìpi di una vita etica, Piano B edizioni, Prato, 2016. ISBN 978-88-99271-52-7

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