Michel Quoist

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Michel Quoist (1921 – 1997), presbitero e scrittore francese.

Riuscire[modifica]

  • Sognare la tua vita non è viverla. (p. 22)
  • Non ti potrai riconoscere appieno se non quando avrai conosciuto tutti gli uomini.
    Avrai raggiunto la tua statura di adulto quando, per mezzo dell'amore e della conoscenza, ti sarai unito a tutti gli altri uomini, membra del corpo che è l'Umanità di cui tu stesso sei parte.
    Il fanciullo diventa adolescente nel prendere coscienza di se stesso; l'adolescente diventa adulto prendendo coscienza dell'intera Umanità.
    Prendi coscienza di te stesso e riconoscerai i tuoi limiti; se riconoscerai i tuoi limiti sarai pronto ad accogliere gli altri per completarti ed arricchirti. (p. 24)
  • Si misura la grandezza di un uomo dal suo potere di comunione. (p. 26)
  • La ferita che si nasconde senza volerla curare per millanteria, o per falso pudore, si infetta e si allarga. Bisogna invece esaminarla e curarla.
    Se tu sei «ferito» nella tua sensibilità da un rimprovero, da una indelicatezza, da una infedeltà, da uno scacco...
    non arrossire della tua emozione che non è vergognosa,
    non fare il «duro» negandola, perché non è una debolezza,
    non passarle accanto con disprezzo, perché essa ha la sua importanza.
    Scopri con franchezza la piaga, cercane la causa: potrai, allora, curarti. (p. 39)
  • La donna moderna che si «denuda», si mette in mostra, si abbandona, sottoscrive la sua decadenza snaturandosi.
    Se la donna vuol portare a termine la sua missione, deve essere per l'uomo un «mistero». (p. 45)
  • È sterile, solo chi vive senza amore. L'amore è sempre portatore e creatore di vita. (p. 51)
  • Il celibato non sclerotizza le capacità affettive, anzi è il contrario: esige che esse crescano infinitamente dilatando il proprio cuore ai confini del Mondo. (p. 55)
  • Amare, non è prendere un altro per completarsi, bensì offrirsi ad un altro per completarlo.
    Sarai pronto per l'amore autentico, quando il tuo bisogno e, soprattutto, la tua volontà di donare, saranno più forti del tuo bisogno e della tua volontà di prendere. (p. 59)
  • Le passioni dell'adolescente, non sono vero amore, sono invece turbamento: il turbamento del ragazzo che incontra la femminilità (e non quella ragazza in particolare), l'emozione della ragazza che incontra la mascolinità (e non quel ragazzo in particolare). (p. 60)
  • Fino a quando non avrai veramente accettato i tuoi limiti, non potrai costruire nulla di solido perché sciupi il tuo tempo a desiderare gli strumenti che sono nelle mani degli altri e non ti accorgi di possederne anche tu, differenti, è vero, ma altrettanto utili. (p. 80)
  • Rassicurati, Dio ti guarda, ed ai Suoi occhi non sei né meno grande né meno amato di qualsiasi altro uomo che tu fai oggetto della tua invidia. (p. 80)
  • Dì pure: non so. Non ne ho la forza. Non comprendo... E ti renderai utile all'altro poiché gli uomini hanno bisogno di interlocutori che riconoscano i loro limiti, per poter riconoscere i propri.
    Sii te stesso. Gli altri hanno bisogno di te, tale quale il Signore ti ha voluto. Non hai il diritto di mascherarti, né di fingere, altrimenti defraudi il tuo prossimo. Di' a te stesso: io gli posso dare qualche cosa perché egli non ha mai incontrato nessuno identico a me, né mai lo incontrerà, perché io sono un esemplare unico uscito dalle mani di Dio. (pp. 80-81)
  • Di fronte alle difficoltà della vita, alle prove, alle sofferenze, alla morte, hai il diritto di piangere, ma anche tra le lacrime non hai mai il diritto di separarti dalla gioia. Il piacere, infatti, non può esistere là dove vive la sofferenza, mentre la gioia può accompagnarsi ai più grandi dolori. (p. 86)
  • La gioia nasce nel momento in cui abbandoni la ricerca della tua felicità per tentare di darla agli altri. (p. 87)
  • Se l'uomo accetta di essere un fanciullo, non solo il Padre porterà ogni suo peso, ma prenderà anche lui fra le sue braccia. (p. 96)
  • Riflettere sulla propria vita, è prenderne possesso. (p. 122)
  • Amare, non è donare qualche cosa, ma soprattutto donare qualcuno. Tu amerai se ti donerai o se ti unirai interamente ai tuoi doni, anche i più materiali. (p. 165)
  • Colui che cerca di ottenere sempre qualche cosa dall'essere amato, non è un innamorato, ma un commerciante. (p. 259)
  • Più amerai, e più scoprirai le deficienze del tuo amore. (p. 269)
  • Lo scoraggiamento è sempre una prova di eccessiva fiducia in sé e di assai scarsa fiducia in Dio. (p. 272)
  • Diffida di quel particolare scoraggiamento che segue ai peccati contro la castità. Il vuoto psichico che essi creano, il malessere psicologico che li accompagna, l'impressione di essere tiranneggiato dall'istinto prepotente falsano il tuo giudizio, deformando la tua colpevolezza. I peccati della carne non sono i più gravi, mentre invece lo sono quelli contro la fede, la speranza e la carità. (p. 274)
  • Nell'intimo dell'essere umano, la ricerca dell'amore è sempre ricerca di Dio. (p. 296)

Incipit di Amare[modifica]

Appena ragazzo
e già sulla via dell'amore

Cucù mi sta scocciando. E che m'importa della sua matematica! Son già tre quarti d'ora che mi fa sudare sul triangolo isoscele. Ne ho proprio le tasche piene. Gian Claudio è seduto accanto a me e sta leggendo il giornale sportivo senza che Cucù se ne sia accorto.
Ho deciso di scrivere il Romanzo della mia vita, servirà a farmi passare il tempo. Però non ho che un quaderno di brutta copia. Pazienza... Dovrò però foderarlo e sistemarlo. Di giorno in giorno scriverò quanto mi accade, manifesterò i miei sentimenti, e comprerò ai grandi magazzini le fotografie delle mie artiste predilette per incollarle sui fogli: ho già sessanta lire in tasca: domani con queste mi comprerò Martine Carol, Danny Robin, Gilbert Bécaud.

Bibliografia[modifica]

  • Michel Quoist, Amare: il diario di Daniele (Aimer: ou Journal de Dany), traduzione di Carlo Châtel, Edizioni Borla, 1976.
  • Michel Quoist, Riuscire: suggerimenti per una vita autenticamente cristiana (Réussir), a cura di Aristide Vesco, SEI, Torino, 1962.

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