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Michelangelo Buonarroti il Giovane

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Giuliano Finelli, Busto di Michelangelo Buonarroti il Giovane, 1630, Casa Buonarroti, Firenze

Michelangelo Buonarroti il giovane (1568 – 1642), scrittore italiano, nipote del più famoso omonimo.

  • [...] Fu nobil cavaliere ardito e forte,
    e fu chiamato il Sir della Vitella;
    perch'una volta tolse dalla morte,
    esposta al sacrificio, una donzella,
    e'n sua vece candur fece a tal sorte
    una giovenca oltr'a misura bella,
    onde la giovinetta liberata
    d'un cortese regalo a lui fu grata:

    Del bel vermiglio a liste d'oro,
    rigato a foggia d'angoli e di squadre,
    onde, lei posta a quel crudel martoro,
    l'avean discinta le spietate squadre;
    poi, liberata, resole da loro,
    ne fece dono a lui, che più che padre
    le diè la vita; ed ei ne fè la 'nsegna
    che portò poi sua stirpe illustre e degna.

    Filli avea nome la donzella chiara,
    che fu da lui poi sino a morte amata;
    e perché ell'era di bellezza rara,
    da lui con pompa celeste sposata,
    et ognor da lui detta Filli cara,
    Filli mia bella, Filli desiata,
    diè cagion che 'l suo sangue e non è baja,
    si disse Fillicara, or Fillicaja.

    Questi dalle rovine miserande
    alzò un palazzo bello e signorile,
    che da' posteri poi fatto è più grande,
    né dei regii palazzi dissimile,
    dove si sguazza, e mangia altro che ghiande,
    e d'un buon vino vi beon le pile;
    e, in memoria del caso di Figline,
    vi si fan gattafure senza fine. (da l'Ajone, 1623)

Incipit de La tancia[modifica]

Se 'l crin di stelle inghirlandato, e 'l manto
Sparso di lune, se la verga aurata
Oggi non mi palesa, è perche tanto
Vissuta sono a gli occhi altrui celata.
Ma chiara esser vi dee la fama, e 'l vanto
Del mio nome: io son pur Fesola Fata,
Quella da cui Fiesole ancor si dice
Quest'alma villa, già Città felice.

Bibliografia[modifica]

  • Michelangelo Buonarroti il giovane, La tancia, Editore Landini, 1638.

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