Misia Sert

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Pierre-Auguste Renoir, Ritratto di Misia Sert, 1906 circa.

Misia Sert, pseudonimo di Maria Zofia Olga Zenajda Godebska (1872 – 1950), pianista e modella russa naturalizzata francese.

Citazioni di Misia Sert[modifica]

  • Verlaine mi ha scritto quattro pagine di quartine. Le ho perse. Mallarmé, ad ogni compleanno, mi mandava un paté de fois gras e un sonetto. Ho mangiato il fois gras e perso i sonetti. Meglio così. Le persone che conservano tutto, non hanno niente. Si è ricchi solo sperperando.[1]

Citazioni su Misia Sert[modifica]

  • Cena con Misia Sert al Realis de Porquerolles. La trovo leggera, generosa, giovane. «Non ho mai avuto bisogno del necessario, dice, ma non saprei fare a meno del superfluo». Parliamo di Mallarmé: «Era fiero della sua barca. Aveva paura che Lautrec gliela sporcasse. Aveva una bella vela bianca e, sulla bandiera, la scritta S.M. Lui diceva: Sua Maestà. S.M. Era lui, la sua personale maestà». (Jean Cocteau)
  • Penso ai tesori che sono passati tra le mani di questa donna straordinaria. I menù decorati da Lautrec. Il ritratto eseguito da Renoir. Va a trovare Renoir e gli confessa che ha bisogno di denaro e vuol vendere il ritratto. E Renoir, mostrando le sue tele: «Lo venda e ne prenda un'altra. Sono tutte sue». (Jean Cocteau)

Note[modifica]

  1. Citato in Jean Cocteau, Diario (1942 – 1945), traduzione di Giovanna Parodi, a cura di Jean Touzot, introduzione di Marco Vallora, Mursia, Milano, 1993, p. 40. ISBN 88-425-1081-5

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