Mohammad Javad Zarif

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Mohammad Javad Zarif nel 2014

Mohammad Javad Zarif (1960 – vivente), diplomatico iraniano.

Citazioni di Mohammad Javad Zarif[modifica]

  • [Sull'olocausto] Un numero enorme di persone innocenti è morto, ma non giustifica la privazione degli altri della loro patria, non giustifica la costruzione di insediamenti nel territorio di altre persone, non giustifica la violazione dei diritti dei palestinesi. L'Olocausto non può essere usato come una giustificazione per una politica di apartheid in Palestina. (Da un intervista a John Dickerson alla CBS, 30 settembre 2018)[1]
  • Ringrazio gli Stati Uniti per le sanzioni. Grazie per avermi considerato una minaccia così grande alla vostra agenda. Le vostre misure non avranno effetto su di me o la mia famiglia perché non ho beni fuori dall'Iran. (Tweet postato il 31 luglio 2019)[2]
  • Facciamo un confronto: l'Iran ha speso l'anno scorso 16 miliardi per tutto il suo armamento, contando quasi un milione di persone nell'esercito. Gli Emirati Arabi Uniti con una popolazione totale di un milione di persone hanno speso 22 miliardi, l'Arabia Saudita, invece, ne ha spesi 87 miliardi. Se parliamo di minacce provenienti dalla regione, le minacce provengono dagli Stati Uniti e dai suoi alleati che stanno riversando armi nella regione, rendendola una polveriera pronta ad esplodere. (Da un'intervista di Al Jazeera, 12 agosto 2019)[3]
  • [Sull'Attacco aereo dell'aereoporto di Baghdad del 2020] L'atto di terrorismo internazionale degli Stati Uniti con l'assassinio del generale Soleimani, la forza più efficace nel combattere il Daesh, Al Nusrah e Al Qaida, è estremamente pericolosa e una folle escalation.[4]
  • Dopo le gravi violazioni della legge internazionale con i vigliacchi omicidi di venerdì scorso, Trump minaccia di commettere nuove violazioni dello 'jus cogens'. [...] Quelli mascherati da diplomatici e coloro che si sono spudoratamente seduti a identificare obiettivi civili e culturali iraniani non dovrebbero nemmeno preoccuparsi di aprire un dizionario giuridico. Jus cogens si riferisce a norme perentorie del diritto internazionale, vale a dire le linee rosse internazionali. Cioè, un grande 'No'. (Tweet del 4 gennaio 2020)[5]
  • Il mondo sta imparando ciò che l'Iran sa e vive da sempre: il bullismo, la minaccia e le chiacchiere del governo degli Stati Uniti non sono solo tossiche: uccidono le persone. Così come la "massima pressione" contro l'Iran, il vergognoso affondo all'Oms in mezzo a una pandemia, è un'infamia. (Tweet del 15 aprile 2020)[6]

Da Il ministro degli Esteri iraniano Zarif «Reciprocità sul rispetto dei diritti»

Intervista di Paolo Valentino, Corriere.it, 16 aprile 2016

  • Il governo legittimo della Siria è quello riconosciuto dall'Onu. Dobbiamo mettere da parte discussioni e polemiche.
  • L'Iran spende una frazione di quello che spendono Arabia Saudita e altri Paesi regionali per la difesa. I nostri test missilistici sono difensivi. Sappiamo cosa ci è costato non avere difese quando Saddam Hussein ci aggredì nella prima Guerra del Golfo, quando vennero usati missili e armi chimiche. Non vogliamo usare quei missili contro nessuno e questo è categorico. Sfido tutti quelli che sollevano dubbi sulle nostre intenzioni a fare la stessa dichiarazione: noi non useremo la forza, tranne che per l'autodifesa. Sarebbe importante che lo facessero in primo luogo gli Stati Uniti.
  • Ci allarma che quelli che tagliano teste innocenti in Siria o Iraq parlino perfettamente inglese o francese.
  • Quanto alle esecuzioni in Iran, sono quasi tutte legate al traffico di droga, che da noi è un problema serio e diverso dall'Occidente. Noi sequestriamo la maggior parte dell'oppio confiscato nel mondo.
  • Senza parlare di casi singoli, io penso che la libertà di espressione non abbracci il diritto a insultare, istigare alla violenza e non possa prevedere affermazioni o scritti o immagini antisemite, razziste, xenofobe e tantomeno anti-islamiche. Lo standard deve essere uguale per tutti.

Da Zarif: «L'Iran non negozierà con Trump. Tempo perso, è inaffidabile»

Intervista di Viviana Mazza e Paolo Valentino, Corriere.it, 18 novembre 2018

  • [Sull'Iran e l'Italia] Noi e voi abbiamo una lunga storia, molto più antica di altri Paesi. Ecco perché non cediamo alle pressioni così facilmente. La supremazia di una potenza non dura. Non significa che vogliamo ricostruire il nostro impero: semplicemente, non ne riconosciamo nessun altro, perché cadranno tutti come caddero l'impero persiano e romano.
  • Non abbiamo contatti né canali riservati con Washington. La ragione è che il presidente Trump non è credibile. [...] Perché sprecare il nostro tempo con un partner inaffidabile? E se i nostri alleati europei non fossero timidi, lo ammetterebbero anche loro.
  • Non saremo noi ad iniziare uno scontro, non l'abbiamo mai fatto. Ma ci difenderemo se attaccati.
  • Non è possibile definire terrorista chiunque non sia di vostro gradimento. Gli Stati Uniti non hanno alcuna autorità per farlo.
  • L'Iran non è monolitico, è un Paese dalle molte voci, che possono anche cambiare etichetta politica nel tempo. Abbiamo un dibattito vibrante.

Note[modifica]

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