Napoleone Colajanni (1926)

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Napoleone Colajanni

Napoleone Colajanni (1926 – 2005), politico italiano.

Storia della Banca in Italia. Da Cavour a Ciampi[modifica]

  • Il meccanismo, che a partire dal 1938 e poi durante la guerra consentì alle banche di rafforzarsi, fu denominato "circuito di capitali". Lo Stato pagava le spese di guerra con l'emissione di moneta, di cui le imprese si servivano per pagare fornitori e lavoratori. La stampa di biglietti spingeva i prezzi in alto, ma la scarsa disponibilità di beni di consumo creava una sovrabbondanza di moneta, che si rifugiava nelle banche. Le banche a loro volta sottoscrivevano titoli di Stato, che andavano a coprire le spese di guerra. In questo modo, la guerra fu finanziata con un aggravio fiscale piuttosto modesto, mentre, almeno per un certo periodo, l'inflazione fu contenuta entro limiti tollerabili. Così poté accadere che nel 1945 i depositi fossero aumentati di sette volte rispetto al 1938 e gli impieghi solo di tre volte. La differenza veniva depositata dalle Banche presso il Tesoro o la Banca d'Italia.
  • Alle banche il meccanismo permetteva di investire denaro al tasso pagato dallo Stato, che era superiore a quello corrisposto ai risparmiatori. Inoltre, mentre nella Prima guerra mondiale c'era stato un reale sviluppo delle forze produttive mediante investimenti che assorbivano risparmio, durante la seconda le imprese sfruttarono le capacità produttive esistenti.
  • Cessata la fase più drammatica della ricostruzione, il Paese cominciò ad avviarsi verso la normalità. Nel 1946 la struttura del sistema creditizio era ormai fissata in un modo che non varierà di molto fino agli anni Novanta. Le grandi banche, che erano state protagoniste dello sviluppo, erano diventate le Banche di Interesse Nazionale ed erano proprietà dell'IRI.
  • [Le banche italiane] avevano superato, grazie anche alla guerra, con il meccanismo [del circuito di capitali] che si è visto, e si erano alleggerite di una parte non indifferente del loro debito con la Banca d'Italia. La loro attività era nettamente separata dal finanziamento a medio e lungo termine; alle grandi imprese continuavano a fornire il capitale circolante, ma la parte delle piccole imprese era crescente.

Bibliografia[modifica]

  • Napoleone Colajanni, Storia della Banca d'Italia. Da Cavour a Ciampi, Newton Compton Editore, collana "Tascabili economici Newton" (n. 79), luglio 1995, 1ª edizione, ISBN 88-8183-063-9, OCLC 801067020, capitolo "Ripesa e ricostruzione 1945-55", pp. 57 e 59 (di 98).

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