Natsuo Kirino
Natsuo Kirino (桐野 夏生), pseudonimo di Mariko Hashioka (橋岡 まり子; 1951 – vivente), scrittrice giapponese.
In
[modifica]Un sabato mattina, Suzuki Tamaki fece un incubo tremendo e si svegliò terrorizzata, con il cuore in gola. Fuori il tempo era stupendo, eppure fu assalita da un brutto presentimento che la turbò molto. Per deformazione professionale – era una scrittrice – tentò di ricordare nei minimi dettagli il sogno che aveva fatto, ma tutto stava già per svanire, come un veliero che colava a picco a una velocità inaudita.[1]
La Notte Dimenticata dagli Angeli
[modifica]Una stanza angusta stracolma di oggetti.
C'è di tutto: una montagna di vestiti, scarpe, borse, piccoli peluche vinti alle macchinette, cuscini colorati. Le pareti sono ricoperte da soprabiti e giacche appesi a grucce di filo metallico; il comò è invaso da cosmetici, occhiali da sole, accessori vari, un barattolo di caramelle e altre cianfrusaglie. Su un tavolino di vetro, spiccano un telefono rosso, un pacco di merendine e alcune riviste di manga. Il pavimento è un mare di cartacce, bottiglie di plastica, indumenti sgualciti e ogni genere di cose. La stanza dà quasi l'impressione di un enorme immondezzaio.
In mezzo a questa baraonda, c'è una giovane donna seduta con la schiena dritta sul bordo di un letto: sembra l'unico elemento stabile e armonioso dell'insieme. A ben vedere, però, tutt'intorno a lei è pieno di magliette, asciugamani ripiegati e altra roba. E in un angolo del letto, sopra la coperta in stile indiano, si distingue anche un posacenere. La donna lo afferra con la mano destra e con la sinistra spegne la sigaretta che ha appena finito di fumare. Lo fa in modo maldestro, è insicura, le tremano le mani.
«Che stanza indecente…» sussurra una voce maschile.[2]
Le Quattro Casalinghe di Tokyo
[modifica]Arrivò al posteggio prima dell'ora stabilita.
Scesa dall'auto fu avvolta dall'umida, fitta oscurità di luglio. Era forse il caldo afoso a farle apparire ancora più cupe quelle tenebre.
Masako Katori si sentì soffocare e levò lo sguardo al cielo senza stelle. La pelle, che in auto si era mantenuta fresca e asciutta grazie al climatizzatore, divenne subito sudata e appiccicosa.
Un odore di olio fritto, proveniente dallo stabilimento di pasti precotti in cui tra poco avrebbe iniziato il suo turno di notte, si mescolava quasi indistintamente alle folate di gas di scarico che giungevano dalla Shin-Oume-Highway.
«Voglio tornare».
Queste parole le affiorarono alla mente non appena l'odore raggiunse il suo naso. Non sapeva come le fosse venuta in testa quell'idea, né dove voleva tornare. Ovviamente non nella casa da cui era appena uscita. Perché non voleva tornare a casa? E dove avrebbe voluto andare? La sensazione di avere smarrito la strada irritò Masako.[3]
Note
[modifica]- ↑ Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, Incipit, Skira, 2018. ISBN 9788857238937
- ↑ Natsuo Kirino, La Notte Dimenticata dagli Angeli, traduzione di Gianluca Coci, Neri Pozza Editore, 2016. ISBN 9788854514799
- ↑ Natsuo Kirino, Le Quattro Casalinghe di Tokyo, traduzione di Lydia Origlia, Neri Pozza Editore, 2003. ISBN 9788854504899
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