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Nelly Sachs

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Nelly Sachs nel 1966

Nelly Sachs (1891 – 1970), poetessa e scrittrice tedesca.

Epitaffi scritti sull'aria

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  • Sorriso e pianto, coppia di gemelli, | Cercarono di unirsi nell'amore. (Il marionettista)
  • Sempre cercavi la perla smarrita il giorno della tua nascita. | Cercavi il bene posseduto, musica della notte nelle orecchie. | Anima lambita dal mare, tu tuffatrice, fino al fondo. | Pesci, angeli del profondo, risplendevano nella luce della tua ferita.(L'annegata)
  • Qui si addormentarono tutte le parole. | Qui tutti i dolori trovarono il loro porto. | Le lacrime non conobbero alcun nuovo mare. | Qui polvere non si posa: tutto è ritorno. (La madre)
  • Si è fatto tardi; e il tempo | è buio di eternità. (Il giovane predicatore)
  • Essere malvagi è il dolore più profondo. (Colui che forse non è buono)

Nelle dimore della morte

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  • O dita, | che toglieste ai morti la sabbia dalle scarpe, | domani già sarete polvere | nelle scarpe di quelli che verranno.
  • Noi nascituri – | già comincia l'anelito a plasmarci | le rive del sangue si allargano ad accoglierci | come rugiada caliamo nell'amore. | Le ombre del tempo posano ancora | come domande sul nostro segreto.

Le stelle si oscurano

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  • Creature di nebbia | andiamo di sogno in sogno | sprofondiamo attraverso mura di luce | dai sette colori.
  • Popoli della terra, | lasciate alla fonte le parole | ché soltanto loro fanno avanzare gli orizzonti | nei veri cieli | e con l'altro lato, | maschera dietro cui sbadiglia la notte, | aiutano le stelle a partorire.
  • Dove sono i dolci rabdomanti | angeli di quiete, che toccano per noi | la segreta fonte che dalla stanchezza | stilla nella morte?

E nessuno sa continuare

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  • Trapassare come gli uccelli l'aria | fin dentro l'anima del bosco | che si raggruma nella violetta | fin nelle branchie sanguinanti del pesce | ultimo canto del dolore marino – || fino a diventare terra | dietro la smorfia della pazzia | dove la fonte dalla sotterranea foce | conduce forse dietro il letto amaro | delle lacrime.
  • Pronti sono i paesi a sollevarsi | dall'atlante. | A scrollarsi il loro involucro stellare | e annodarsi sulla schiena | i fasci azzurri dei loro mari, | a mettersi, berretti sul fumo dei capelli, | le montagne dalle radici ardenti. || Pronti a portare nel bagaglio | l'ultimo peso di tristezza, questa crisalide | sulle cui ali un giorno | termineranno il viaggio.

Fuga e metamorfosi

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  • Come lieve | sarà la terra | solo una nube d'amore a sera | quando dissolta in musica | trasmigrerà la pietra || e rocce, | incubi ammucchiati | sul cuore dell'uomo, | pesi di tristezza, | sprizzeranno dalle vene.
  • Avvolta nel panno dei venti | i piedi nella preghiera della sabbia | che non può mai dire Amen | perché deve andare | dalla pinna all'ala | e oltre -.
  • Uno straniero porta sempre | la sua patria fra le braccia | come un'orfana | per la quale forse | cerca solo una tomba.

Al di là della polvere

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  • Non so più | dove cantano gli uccelli | o | se c'è un pianto nel mare | dove gli angeli del profondo | scrollano via tremando il divino terrore | d'essere rapiti nell'aria -.
  • Ora, mio adorato, mi bevi | le parole dal respiro | finché ammutolisco -. (Il contorno)

La morte festeggia ancora la vita

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  • Uno è passato portando il segno della sua paura | attraverso il muro del pianto – || La terra nella sua tomba di fuoco | ha corrugato il suo volto di carbone – || Inerme nel sonno | già duole il risveglio – || ma l'edera nera delle palpebre | schiva ancora la luce -.
  • E qui tra le quattro mura nulla | se non la mano pittrice del tempo | embrione d'eternità | sul capo la luce primigenia | e il cuore, fuggiasco incatenato | che balza dalla sua vocazione: | essere una ferita.

Enigmi roventi

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  • Oziare | tangibilmente appassire | Un battito d'ali rapito per sempre le mie mani | con le quali rammendo un buco | Ma gemono su quest'abisso spalancato -.
  • Mentre sto qui in attesa | fuori il tempo si strugge nel mare | ma sempre ripreso per gli azzurri capelli | non raggiunge l'eternità -.
  • E di nuovo imparare la morte | dall'antica vita | fuga per la porta d'aria | a cogliere nuove colpe da pianeti addormentati | Esercizio estremo sull'antico elemento del respiro | atterrito da nuova morte | Dov'è andato il pianto | se la terra è scomparsa?
  • Un punto nell'universo | hai caricato sulle spalle | dove la parola umana | consuma il giorno nel sonno | etereo il sole | perde il suo oro | hai raccolto la pietra | che vive l'intima danza | e lasci che la notte si disfi in polvere | là dove inizi il cammino senza nome -.
  • Tenebra | farsi incorporei | L'aria lambiva – un'ellisse – | la via dei dolori -.
  • La notte manto di lutto | ha una ferita | non copre -.
  • Scrivo te – | Sei tornato nel mondo | con forza medianica di lettere | protesa a tentare il tuo essere | Luce risplende | e le punte delle tue dita ardono nella notte | Costellazione della nascita | fatta di buio come queste righe -.

Apriti notte

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  • Quando gli enigmi scorrenti senza radice delle lacrime || a quattr'occhi predicono | a modo di croce -.
  • Al di fuori | irrompe la danza nello spazio divino dell'amore | l'astro riceve la piaga della vita.
  • Così deietta – | più a fondo più a fondo sempre più a fondo | dov'è il più fondo | Nel sudore del silenzio | l'anima perduta || Morire è il più fondo -
  • Non gridano più | quando fa male | Uno sale sulle ferite dell'altro | ma non sono che nubi | dove loro passano | che spettrali poi gocciano.
  • L'inferno fondato | con canto di api | sperso dentro l'orecchio – | ossi dove morte insegna | il silenzio ai ladri di spazio.
  • Cosa vedi tu occhio | nel mio tavolo | incavato nel legno – | se abbiamo lo stesso linguaggio dello sguardo | tu sei nella notte dell'abisso | più vicino alla luce congiunto per sangue | io ti saluto | essere fraterno carico di mistero -.
  • Futuro | fossile verde | nella roccia di silenzio || Addio dice il fumo | e descrive cosa bruciata.
  • Sera beve sangue.
  • Ma | trova il sorriso nel regno interiore | caduto prima del morire nel silenzio | in mezzo alle battaglie | luogo di rinvenimento | di beni apolidi -
  • Apriti notte | l'una e l'altra le tue ali irradiate | tremano per lo spavento | perché io voglio andare | e ti riporto la sera | di sangue.
  • Epilettico ogni angolo accoglie | con braccio oscuro | nero è il colore preferito del postulante: | Vieni e donami sogni -.

Citazioni su Nelly Sachs

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  • Una poesia, questa di Nelly Sachs, che non ci riporta soltanto il dono della parola dopo l'orrore di Auschwitz, ma che cerca nella parola il segreto di una giustificazione religiosa del male, di una teodicea che ci concilii in qualche modo con il mysterium iniquitatis. Un messaggio trepidamente raccolto e consegnato a noi – oltre la spaventosa eclisse di un mondo umano – quasi per comunicarci la quintessenza di una gnosi salvifica, di una illuminazione segreta quale è quella di chi custodisce nella poesia l'arte dolorosa di decifrare una «trascendenza bella» nella polvere, un «segno regale» nel mistero dell'aria. (Ferruccio Masini)

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