Nicola Moscardelli

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Nicola Moscardelli (secondo da destra)

Nicola Moscardelli (1894 – 1943), poeta, scrittore ed esoterista italiano.

Dostoievski[modifica]

Incipit[modifica]

Noi tutti, ricchi e poveri, bianchi e neri, di qualunque terra e di qualunque religione, dotti o ignoranti, santi o delinquenti, per quanto divisi da usi, pensieri, costumi di vita, siamo tuttavia uniti da una sola realtà: la realtà della morte.
Diversi in tutto gli uni dagli altri, siamo uguali in questa certezza: l'Imperatore d'Inghilterra nel Buckingham[1] Palace e il boscimano nella capanna di paglia e di sterco.
Tutti sanno di dover morire, ma nessuno ci crede. La sola realtà sulla quale non è possibile nessuna discussione, è anche la sola realtà dalla quale tutti distolgono gli occhi e la mente.
È questa una nostra demenza o una provvidenza della natura?
Sia come si voglia, è certo che la vita è possibile solo a patto che ci si dimentichi della morte, solo a patto che si viva come se fossimo immortali.

Citazioni[modifica]

  • Il mondo, il solito e sordido mondo di tutti i giorni, ha fatto l'inventario delle cose create: e quando ha scritto la parola fine all'elenco, s'è voltato indietro per vedere se mai avesse dimenticato qualche altra cosa, e con piacere ha constato che non aveva dimenticato nulla.
    In verità esso aveva dimenticato l'altra metà delle cose create: aveva dimenticato la parte di esse che non si vede: come chi studiando un albero si dimenticasse che ha le radici. (cap. III, pp. 29-30)
  • [Dostoievski] Descrisse l'ateismo come nessun ateo mai aveva fatto, e rimase fedele a Dio.
    Enumerò fino all'ultimo i motivi per i quali l'uomo può togliersi la vita, e rimase fedele alla vita.
    Non si può, dunque, stabilire un'equazione: l'ateismo sta al suicidio come la fede in Dio sta alla vita?
    L'ateismo, dunque, porta al suicidio come la fede in Dio porta alla vita? (cap. XV, p. 266)
  • Quasi tutte le vite dei Poeti hanno dintorno un fuoco d'amicizie.
    [...].
    La vita di Dostoievski, invece, unica anche in questo, ha un cerchio pallidissimo di amici. (cap. XVI, p. 283)
  • [Dostoievski] Collerico, invidioso, orgoglioso: non è così che ce lo hanno dipinto la maggior parte dei suoi cari amici? Perfino dell'orgoglio aveva colui che non possedeva nulla fuorché il genio.
    Povero tutta la vita, non imparò mai a fare il povero. (cap. XVI, p. 286)
  • Se mi si chiedesse: qual è[2] lo scrittore nella letteratura universale, più diverso ed anzi opposto a Dostoievski, risponderei immediatamente: Tolstoi. (cap. XVII, p. 289)
  • Chi guarda al di là delle apparenze, e giudica il vino non dalle etichette sa con la stessa certezza con cui sa che il diamante è carbone, che Tolstoi non è cristiano, ma pagano. (cap. XVII, p. 289)
  • Dostoievski poteva capire Tolstoi: Tolstoi non poteva capire Dostoievski. Il cristiano può capire qualunque forma di vita e di pensiero: il pagano, anche se è un Tolstoi, non può capire che le forme di vita e di pensiero delle quali egli abbia già un germe entro di sé. (cap. XVII, p. 292)

Note[modifica]

  1. Nel testo "Bucingham ".
  2. Nel testo: "qual'è".

Bibliografia[modifica]

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