Nino Filastò

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Nino Filastò, all'anagrafe Antonino Filastò (1938 – vivente), avvocato e scrittore italiano.

Citazioni di Nino Filastò[modifica]

Il mostro di Firenze? Era un poliziotto

Intervista di Saverio Lodati, L'Unità, 5 febbraio 2004

  • [Sull'ipotesi della setta satanica nella vicenda del Mostro di Firenze] Oggi questa pista dei mandanti e delle sette sataniche è un'escrescenza anomala degli errori giudiziari del passato, e delle più indigeribili. Ha la caratteristica perversa di allargare la rosa dei possibili colpevoli in una maniera grave. Che si stia per fare un processo per stregoneria a Firenze, nel 2004, mi umilia. Trovo questa vicenda ossessiva. Questa storia del mostro arriva sempre a rate.
  • Non sono l'avvocato del diavolo, ci mancherebbe. Io sono l'avvocato di Mario Vanni, che è rimasto l'ultimo condannato vivo, con una sentenza passata in giudicato, per il quale ho prodotto un'istanza di revisione del processo, respinta dalla corte d'appello di Genova. E che ora si trova in Cassazione.
  • Si uccidono sempre queste coppie nei preliminari amorosi, lo si fa prima uccidendo l'uomo e compiendo successivamente atti di mutilazione sul cadavere della donna. E anche quando non ci sono amputazioni, c'è però il rivestire il corpo della donna: un modo come un altro per coprire l'organo femminile che, nella forma psicotica del criminale, è ragione di scandalo. Insomma: abbiamo sempre avuto a che fare con una persona iposessuale, impotente funzionalmente. Ma lo sa che non si è mai trovata sul luogo dei delitti una sola traccia di sperma?
  • [Sull'ipotesi dei mandanti per riti satanici ventilata da Giuttari] Giuttari addirittura chiese attrezzature per guardare oltre i muri della cosiddetta villa dei misteri, per scoprire questo tempio. Per fortuna non vennero concessi. Soldi mi pare che ne siano stati spesi abbastanza. Ho letto il suo romanzo in cui afferma che Vanni ha fatto delle vittime, è malato, ma sta bene in galera. Questo non mi piace. Come non mi piace che sia stato lui a andarlo a prenderlo la prima volta, per arrestarlo. Abbastanza strano che un capo della mobile si muova lui per andare a arrestare un povero cristo... C'è questo suo accanimento.

Il mostro di Firenze

Intervista all'avvocato Nino Filastò, BN TV, 2014

  • [Il mostro di Firenze] Ha una determinazione omicida spaventosa. Guardi che è piuttosto raro questo, perché se uno va a vedere la storia criminologica degli omicidi di più persone, di coppie eccetera, uno che la scampa si trova sempre. Individuo di una freddezza, di una ferocia e di una capacità omicida straordinaria.
  • Pacciani, Vanni e Lotti sono tre disgraziati capitati nel mezzo a questa storia centomila volte più grossa di loro. Tre vecchiotti di paese, alcolisti tutti e tre. Il Vanni l'ho conosciuto personalmente, la sua moglie gli nascondeva le bottiglie di vino, andava fuori per bere. Lotti era una specie di scemo del villaggio, intendiamoci, lo prendevan tutti in giro, il classico mezzo scemo, insomma, che uno sfotte. […] Lotti era questo. Lui era convinto di non andare in galera. Mi ricordo, gli dissi: Lotti, non creda, eh, perché poi alla fine ce lo mettono in galera lei, eh. Non s'era fatto nemmeno un giorno fino a quel momento. E lui: uh, mh, uh.... Niente era lì, un pezzo di carne che non sapeva nemmen parlare, non c'era verso di fargli fare un discorso compiuto, era una cosa tragica: ecco il Lotti. E Vanni una cosa abbastanza simile, purtroppo per lui. […] Negli ultimi giorni, quando andavo a trovarlo, ricordo: ma avvocato, quando me lo fanno il processo? Poveraccio, c'erano già stati tre gradi di giudizio.
  • Io se fossi a tu per tu con lui gli direi: «Ma scusi una cosa, lei ha fatto tutto questo trambusto, grosso, e vuole che la storia finisca senza che lei venga fuori? Mai trovato, questi delitti così, diciamo, perfetti per certi versi?» Mah!

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