Orphan

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Orphan

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Titolo originale

Orphan

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America, Canada
Anno 2009
Genere drammatico, thriller
Regia Jaume Collet-Serra
Sceneggiatura David Leslie Johnson
Produttore Leonardo DiCaprio, Joel Silver, Susan Downey
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Orphan, film canadese/statunitense del 2009, regia di Jaume Collet-Serra.

TaglineC'è qualcosa di strano in Esther

Frasi[modifica]

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  • Secondo me le persone dovrebbero prendere le cose brutte che succedono nella loro vita e trasformarle in qualcosa di buono. Non credete? (Esther a Kate e John)
  • Lo so, scopano. (Esther a Kate)
  • Dev'essere frustrante, per una persona che ama tanto la musica come te, avere un figlio a cui non interessa e una figlia che addirittura non ci sente. (Esther a Kate)
  • Vuoi giocare con me? (Esther a Maxine, puntandole contro la pistola)
  • Smettila di piangere. Prendila per un piede e aiutami a levarla dalla strada. Avanti! (Esther a Maxine, riferendosi a Suor Abigail)

Dialoghi[modifica]

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  • Daniel: Non puoi mangiare normale?
    Esther: Io mangio normale.
    Daniel: Per la Transilvania o la nazione da cui vieni tu.
    Esther: Per l'esatezza io vengo dalla Russia e la Transilvania non è una nazione, fa parte della Romania.
    Daniel: Tu sei strana forte.
    Kate: Ehi, Danny, non voglio sentire questi discorsi, va bene?
    Daniel: Ma perché si comporta così? Tutti gli amici mi prendono in giro per colpa sua.
    John: Forse dovresti cambiare amici.
    Daniel: E voi rimandarla all'istituto per ritardati.
    Kate e John: Daniel!
    John: Chiedi scusa a tua sorella.
    Daniel: Lei... non è... la mia... cazzo [battendo il pugno sul tavolo] ...di sorella.
  • Maxine [usando il linguaggio dei segni]: Tu mi hai costretto.
    Esther: Non ha nessuna importanza. Andrai in prigione lo stesso per avermi aiutato a nasconderla. Ho dovuto ucciderla se no avrebbe fatto la spia su di me. Tu invece non farai la spia su di me, vero? [Max scuote la testa] Non preoccuparti. Tu sei la mia sorellina. Non lascerò che ti succeda mai niente di male. Io ti voglio bene.
  • Esther: Ciao papà.
    John: Che ti sei messa?!
    Esther: Ti piace?
    John: Ma che cosa... Che cos'hai sulla faccia?!Che significa?!
    Esther: Niente, non voglio stare sola. Ho paura.
    John: [sospirando] haa.
    Esther: Io ti amo papà.
    John: Anch'io tesoro.
    Esther: Ma io ti amo davvero.
    John: Lo so.
    Esther:[baciandolo] John, lasciami fare.
    John: Ma che fai?!Che stai facendo?!Perché fai così?Eh? Che ti succede?
    Esther: Tu hai detto che mi amavi.
    John: Hoo, sei confusa, hai frainteso. Io non ti amo in quel modo, perché io e Kate ci amiamo così. Lo capisci?
    Esther: A me non sembra.
    John: Devi rispettare tua madre.
    Esther: Lo faccio, però a volte ho l'impressione di essere l'unica a rispettare te. Credo che nessuno pensi mai a quello che tu potresti provare.A me importa davvero di te John.
    John: Sì, lo so, Esther [singhiozzando] Sono molto stanco. Veramente stanco. E non so che cosa fare'è difficile, capisci, tutto sta andando a rotoli! O mio dio sono così preoccupato per Daniel, io...
    Esther: Sei una brava persona John, un ottimo padre... E sei un bell'uomo.
    John: [arrabbiandosi] Ma Cristo santo! Mio Dio, smettila, smettila, smettila di comportarti così e va di sopra, vai in camera tua.
    Esther: Non mi parlare come se io fossi una bambina!
    John: Domani chiamerò suor Judit per discutere del tuo futuro in questa casa, perché così non ce la faccio, io non ce la faccio, non ce la faccio più!
    Esther: Bene!
    John: Esther!

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