Otto Jespersen

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Jens Otto Harry Jespersen (1860 – 1943), linguista e glottoteta danese.

  • C'è veramente molta più logica negli opposti estremi che negano qualsiasi tipo di simbolismo del suono (eccetto per le piccole classi di evidenti echi e 'onomatopee') e vedono nelle nostre parole solo un insieme di associazioni accidentali e irrazionali di suono e significato? ...Non si può negare che ci siano parole che sentiamo istintivamente essere adeguate per esprimere le idee che rappresentano.  Se sai qual è la fonte di questa citazione, inseriscila, grazie. citazione necessaria
  • Sono fermamente convinto che i dotti non debbano contentarsi di stare passivamente a guardare, ma che debbano prendere parte attiva, ciascuno nel proprio paese, a quelle azioni che stanno modificando le condizioni linguistiche, e a migliorarle ove sia possibile. Troppa parte è lasciata in queste azioni a dilettanti ignari: è un fatto ben noto che non c'è campo delle conoscenze umane in cui il primo venuto creda d'aver maggior titolo ad esprimere senza studio scientifico una propria opinione che nelle questioni concernenti la lingua materna: quando si discute sulla grafia o sulla pronuncia o sulla flessione o sull'uso di un termine, egli ha bell'e pronta una risposta, che per lo piú non è che un ricordo sbagliato di quello che ha imparato a scuola da maestri indotti. Quelli che si sono seriamente occupati delle lingue e del loro sviluppo non debbono tenersi estranei a tali discussioni, ma debbono usare le loro conoscenze a beneficio della propria lingua: altrimenti c'è rischio che essa sia danneggiata dall'influenza conscia di altri che non hanno conoscenze sufficienti per far da guida in questo campo. (citato in Bruno Migliorini, Purismo e neopurismo, in La lingua italiana nel Novecento, Firenze, Le Lettere, 1990, p. 93)

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