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Parigi-Roubaix

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Un passaggio sul caratteristico pavé della Roubaix (2014)

Citazioni sulla Parigi-Roubaix, corsa ciclistica su strada in linea.

Citazioni

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  • [«Ci sono dei segreti per affrontare la Roubaix?»] Il primo è la paura. [...] Deve sparire. Va cancellata. È un sentimento che spesso viene associato alla Roubaix. Ma io dico: chi ne ha, stia a casa. Quelle pietre sono devastanti, non perdonano. Sono crudeli, non hanno pietà. Ma vanno sfidate. Aggredite. Dominate, non subite. A volte ti trovi a dover schivare buche grandi come mezza ruota. Più che ciclismo, fai l'acrobata. (Francesco Moser)
  • In molti considerano la Roubaix come l'ultima follia del ciclismo moderno, con quel gruppo di amatori che ogni anno ripristina i tratti di pavé, copre le buche con aguzzi cubi di pietra, pulisce stradine buone sole per i carriaggi. La Parigi-Roubaix è l'enfer du Nord, è meravigliosa insensatezza, è leggenda. (Aldo Grasso)
  • Con quella vittoria [...] il mondo intero si è accorto di me. Nessuna vittoria ha il peso di quella pietra.
  • Alla Roubaix ci vuole la giornata perfetta. Ecco perché ho alzato la bici all'arrivo, era il ringraziamento a chi mi ha portato al traguardo senza guai meccanici.
  • Mi verrebbe voglia di non correrla più, così potrei dire: l'ho corsa una volta e l'ho vinta. Ma come si fa a rinunciare ad una corsa come questa? È impossibile.
  • Il tuo avversario sono quelle pietre, a cominciare dal fatto che non ce n'è una uguale all'altra. E pure le vibrazioni che ci sono quando ci pedali sopra sono diverse. Qualcuno ha detto che è come stare in una lavatrice, io sostengo che è simile al ricevere dei pugni. I primi fanno male, poi, via via, per i successivi non è tanto peggio. A quel punto "mantieni", se così si può dire, nel senso che cerchi di resistere. Cerchi di arrivare in fondo e ottenere il miglior risultato possibile.
  • [«Che cosa contribuisce [...] a rendere la Roubaix così unica?»] Non solo le pietre e la loro unicità, anche la storia e tutto quanto le sta attorno. Tipo le vecchie docce del velodromo, e il fatto che ogni vincitore abbia il suo nome scritto. È un qualcosa che resta.
  • Se ami la Roubaix vuol dice che c'è del sadismo dentro di te. Non puoi volere bene a una corsa per la quale, i giorni successivi, hai male ovunque. Le mani distrutte, il sedere lo stesso. C'è il fascino delle pietre, ed è notevole il pensiero che si faceva senza le tecnologie di oggi. Ma non vorrei mai essere stato nei panni di chi si è cimentato con l'Inferno... per primo.

Voci correlate

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