Peter Atkins

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Peter William Atkins (1940 – vivente), chimico, saggista e professore universitario britannico.

  • Il mio scopo è sostenere che l'universo può essere nato ed esistere senza l'intervento di nessuno, e che non c'è nessun bisogno di invocare l'idea di un Essere Supremo in una delle sue numerose manifestazioni.  Da controllare Da controllare (Dalla prefazione a La creazione)

Il Regno periodico[modifica]

Incipit[modifica]

Benvenuti nel Regno periodico. Questo è un mondo immaginario, ma molto più vicino alla realtà di quanto sembri. È il regno degli elementi chimici, le sostanze di cui è fatta tutta la materia. Non ha un territorio molto vasto: contiene soltanto un centinaio di regioni eppure vi si trova tutto ciò che costituisce il mondo reale. I pianeti, i minerali, le piante e gli animali sono tutti formati dai cento elementi che saranno i protagonisti della nostra storia Questi elementi sono alla base dell'aria, degli oceani e della Terra stessa. Noi viviamo sopra gli elementi chimici, li mangiamo, siamo gli elementi. E poiché essi formano anche il nostro cervello, in un certo senso persino le nostre idee sono proprietà degli elementi, e dunque abitanti del Regno.

Citazioni[modifica]

  • Appena a sud del carbonio c'è il silicio. Come accade spesso tra i vicini si tratta di una prossimità ambigua, che crea un po' di disagio. Come il carbonio, ma in misura minore, il silicio ha la capacità di formare alcune tra le lunghe molecole a catena necessarie per i processi complessi come la vita. E tuttavia il silicio non ha dato origine a un proprio tipo di vita; forse però da questo punto di vista è solamente dormiente. I prodotti principali del carbonio, gli organismi viventi, hanno impiegato miliardi di anni per mettere a punto meccanismi di accumulo e dispersione dell'informazioni (una definizione austera e sintetica di ciò che intendiamo per «vita»); nel frattempo il silicio è rimasto in attesa. La recente alleanza tra le due regioni, che ha visto organismi basati sul carbonio sviluppare utensili basati sul silicio per la tecnologia dell'informazione, ha portato alla schiavizzazione del silicio. Però gli organismi basati sul carbonio sono ricchi d'inventiva e stanno sviluppando sempre più le potenzialità nascoste del silicio, tanto che forse un giorno il silicio capovolgerà i rapporti di forza con il suo vicino settentrionale e assumerà il ruolo dominante. Sicuramente sui tempi lunghi il silicio ha grandi potenzialità, perché il suo metabolismo e la sua replicazione possono essere meno complessi di quelli del carbonio. Questo potrebbe rivelarsi uno dei più astuti giochi di alleanze di tutto il Regno: il silicio potrà realizzare il proprio potenziale soltanto se il carbonio si sarà prima sobbarcato tutto il lavoro preparatorio. (pp. 29-30)
  • Un altro grande progetto nella definizione della mappa del Regno si è avuto a metà del Novecento, sotto la pressione della guerra. Il Progetto Manhattan degli anni 1943-45, che mirava a costruire una bomba atomica, si è rivelato anche un gigantesco processo di recupero di territori del Regno periodico, destinato a estendere la costa meridionale con la creazione e l'identificazione di nuovi elementi. (p. 76)
  • Gli scienziati oggi ritengono che, sebbene le regioni della costa meridionale siano così effimere, più in là nell'oceano dell'instabilità potrebbe esserci un'Isola della Stabilità dove esistono elementi ancora del tutto sconosciuti, che sopravvivono forse più a lungo di quelli che oggi ci sforziamo di preparare. Quasi certamente quell'isola, una volta bonificata, non soltanto resterà disabitata a causa della sua radioattività, ma sarà anche quasi inutile a causa della vita comunque breve delle sue regioni: gli atomi di questi nuovi elementi potrebbero durare soltanto pochi mesi. Ma la possibilità che l'Isola esista è sufficiente per spingere i Cristoforo Colombo dell'era nucleare a navigare verso di essa: anche il solo fatto di trovarla avrebbe valore inestimabile. (p. 78)
  • È concepibile che possiamo imparare a scolpire le nostre conquiste in pura radiazione, così che in un'epoca futura possa restare memoria della nostra presenza sotto forma di informazione, compresa la nostra conoscenza del Regno com'era. Ma è anche concepibile che ci sia un'epoca, ancora più distante nel futuro, in cui l'espansione dell'universo stirerà tutta la radiazione fino all'appiattimento e non resterà alcun tipo di impronta. A quel punto l'universo non sarà altro che uno spazio-tempo morto e piatto, e il Regno non avrà più neppure un'esistenza di tipo intellettuale: sarà stato davvero sommerso dai flutti. Tutto ciò che è stato, compresa la memoria e la conoscenza di ciò che è stato, sarà scomparso. (p. 105)
  • Il mondo reale è un guazzabuglio di complessità strabiliante e di incommensurabile fascino. Perfino il mondo inanimato e inorganico delle rocce e delle pietre, dei fiumi e dell'oceano, dell'aria e del vento è un prodigio sconfinato. Se a tutto ciò si aggiunge l'ingrediente della vita, il prodigio si moltiplica quasi al di là dell'immaginazione. Eppure tutti questi portenti hanno origine da un centinaio di elementi che sono riuniti, mescolati, compattati e collegati tra loro, così come si collegano le lettere per generare una letteratura. (p. 189)

Bibliografia[modifica]

  • Peter Atkins, Il Regno periodico. Viaggio nel mondo degli elementi chimici (The Periodic Kingdom), traduzione di Maria Chiara Montani e Federico Tibone, Chiavi di lettura a cura di Lisa Vozza e Federico Tibone, Bologna, Zanichelli, 2008. ISBN 9788808066657

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