Philipp Meyer

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Philipp Meyer

Philipp Meyer (1974 – vivente), scrittore statunitense.

Incipit di alcune opere[modifica]

Il figlio[modifica]

Mi hanno profetizzato che sarei vissuto fino a cent'anni e siccome li ho compiuti non vedo perché dovrei dubitarne. Non morirò da cristiano, ma il mio scalpo è intatto e se esiste un terreno di caccia eterno, lì sono diretto. Oppure allo Stige. Al momento credo che la mia vita sia stata fin troppo breve: quanto bene potrei fare se mi fosse concesso un altro anno in piedi. Invece sono inchiodato a questo letto, a farmela addosso come un poppante.

Ruggine americana[modifica]

La madre di Isaac era morta da cinque anni ma lui ancora ci pensava. Viveva solo in casa con il vecchio, vent'anni, basso per la sua età, facile scambiarlo per un bambino. Era tarda mattinata e si avviò svelto per i boschi diretto in città – una piccola figura esile con lo zaino, che si sforzava di non dare nell'occhio. Aveva preso quattromila dollari dalla scrivania del vecchio. Veramente li hai rubati. Fuga dal manicomio criminale. Se ti vedono sciolgono i cani.

Bibliografia[modifica]

  • Philipp Meyer, Il figlio, traduzione di Cristiana Mennella, Einaudi, 2015. ISBN 9788806225148
  • Philipp Meyer, Ruggine americana, traduzione di Cristiana Mennella, Einaudi, 2014. ISBN 9788806218829

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