Piero Dallamano

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Piero Dallamano (1911 – 1979), critico letterario e musicale italiano.

Citazioni di Piero Dallamano[modifica]

  • La letteratura italiana conosce per sua fortuna un filone di opere stravaganti, ai margini, appunto, della tradizione, che nascono più da sollecitazioni vitali che da ambizioni letterarie; libri che forniscono indirettamente immagini di autori che divengono violentemente dal tipo tradizionale del letterato italiano capace di macerarsi al tavolo per ore sull'armonia della frase e sulla proprietà di un vocabolo; autori, in altri termini, che sembrano approdare alla letteratura attraverso la mediazione di interessi non letterari.[1]

Citazioni su Piero Dallamano[modifica]

  • Dallamano entrava nella sala da concerto con un bagaglio umano e culturale di primissimo piano che sposava poi alla conoscenza dei repertorio musicale. La sensibilità per il fatto teatrale era in lui semplicemente prodigiosa. La reattività era quella dei melomane, la categoria a cui appartennero i grandi scrittori di cose musicali, da Stendhal in giù. Per questo raggiungeva il vertice anche dal lato opposto, quando si trattava di colpire i sottoprodotti del mercatello culturale e fustigare, con la dovuta ironia, i tentativi di gabbare lo spettatore. (Bruno Cagli)
  • Del critico non aveva la pretesa di dettare le leggi, di fissare i confini, di assegnare i premi e le punizioni. Alla musica e al teatro musicale si accostava con la stessa freschezza con cui si accostava alla vita, con l'intuito sicuro... che permette di distinguere l'evento vitale da quello nato morto. (Bruno Cagli)

Note[modifica]

  1. Citato in Cesare Garboli, prefazione a Stanislao Nievo, Il prato in fondo al mare, Mondadori, 1974.