Piero Ostellino

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Piero Ostellino (1935 – 2018), giornalista e politologo italiano.

Citazioni di Piero Ostellino[modifica]

  • Berlusconi dice di essere contrario a una società multietnica. Ma l'affermazione non ha senso perché l'Italia è già una società multietnica, come lo sono tutti gli altri Paesi europei, per non parlare degli Stati Uniti. Ha senso essere contrari a una società multiculturale – costituita da etnie separate e chiuse, ciascuna delle quali con un proprio statuto civile diverso, se non addirittura opposto, a quello nazionale – che segnerebbe la fine dello Stato e della sua sovranità.[1]
  • Forse, la sinistra non ha neppure un reale interesse a vincere le elezioni perché già soddisfatta del controllo che esercita su alcuni dei settori chiave della società civile, come la scuola e l'università, la magistratura, gran parte dei media e dell'editoria, nonché del mondo intellettuale.[2]
  • È nata, così, una nuova figura di italiano che, oltre al proprio «particulare», ubbidisce a un riflesso condizionato di natura emotiva, pro o contro Berlusconi. Un perfetto prodotto del marketing ideologico da parte di un giornalismo che non si prefigge di informare, né di giudicare con onesta coerenza, ma di creare, e addestrare, l'uomo nuovo: l'idiota di parte. Che, a destra, non vota per «una certa idea dell'Italia», ma contro la sinistra, e a sinistra non vota contro la destra – che, forse, voterebbe volentieri se non ci fosse il Cavaliere e non fosse poi troppo innovativa – ma contro una persona, senza chiedersi quale sia il Paese nel quale vorrebbe vivere, quali siano i propri diritti, i propri interessi.[2]
  • [Su Calciopoli] Ingiusti­zia perpetrata da una giuria creata ad hoc, che ha emesso una sentenza la quale interpretava un diffuso sentimento popo­lare. Cioè una sentenza fatta al bar sport invece che in un tribunale.[3]
  • A questo punto è evidente cosa sia l'europeismo nel pensiero di Scalfari. È la nuova filosofia della storia succeduta a quella marxista, al determinismo e provvidenzialismo comunisti. Ma a fare giustizia delle filosofie della storia è la storia stessa. L'UE – col suo carico di burocratismo, collettivismo e dirigismo, ai quali, fin che dura, si contrappone (solo) la bella realtà della "zona di libero scambio" di uomini e di capitali nella quale si è storicamente concretata – rischia di essere la "pacifica" parodia dell'Unione Sovietica. Non saranno un grottesco "Premio per la pace" e le "messe cantate" in suo onore a preservare tale Europa – in crisi perché improduttiva e costosa, dopo l'ubriacatura economica keynesiana e sociale novecentesca – dalle "dure repliche della storia"; cioè del possibile, anche se non probabile, fallimento. I fatti hanno la testa dura, diceva Lenin.[4]

Citazioni su Piero Ostellino[modifica]

  • Se non si professasse "liberale" ogni due per tre e non scrivesse in virtù di questo sul Corriere della Sera, Piero Ostellino meriterebbe la considerazione pressoché nulla che si deve ai tipici intellettuali italiani che attaccano sempre il cavallo alla mangiatoia giusta: craxiani quando comanda Craxi, berlusconiani oggi che comanda Berlusconi, domani dipende da chi comanderà. Invece molti lo credono un "liberale" per davvero, al punto che ha finito col crederci persino lui. Tant'è che nei suoi articoli – usati in molte sale operatorie al posto dell'anestesia totale e riassumibili quasi sempre nel motto "Amo Berlusconi" egli usa citare a sostegno delle sue corbellerie ora Tocqueville, ora Stuart Mill, ora Locke, ora Montesquieu, ora tutti e quattro insieme (ovviamente ignari e incolpevoli di tutto). (Marco Travaglio)

Note[modifica]

  1. Da Gli immigrati e l'etica dello Stato, Corriere della Sera, 16 maggio 2009.
  2. a b Da Uno spettacolo desolante, Corriere.it, 24 settembre 2010.
  3. 2008; citato in Ostellino: «Avete visto? Calciopoli era tutta una farsa», Tuttosport.com, 25 marzo 2010.
  4. Da L'Europa burocratica e improduttiva non può essere salvata da un premio, Corriere.it, 16 ottobre 2012.

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