Pietro Lorenzetti

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Pietro Lorenzetti, Natività della Vergine (1335-1342), Siena, Museo dell'Opera del Duomo

Pietro Lorenzetti (1280/85 circa – 1348 circa), pittore italiano.

Citazioni su Pietro Lorenzetti[modifica]

  • L'ultima opera certa di lui, la tavola della Natività della Vergine, nel Museo dell'Opera di Siena, ci mostra come, invecchiando, debole di spirito e di forma, sempre più si accostasse alla vita, vestendo de' costumi del tempo i personaggi, staccandosi dagli esemplari di Duccio[1] e avvicinandosi sempre di più al fratello [Ambrogio]. Ma la morte troncò, verso il 1350, i nuovo conati di Pietro Lorenzetti. Gli ultimi suoi anni sono avvolti nel mistero; e la notizia d'un quadro di lui, esistente nella chiesa di San Francesco ad Avignone, potrebbe generare il sospetto che là si recasse il maestro dopo avvenuta la morte di Simone Martini. (Adolfo Venturi)
  • La vita di Pietro Lorenzetti è più oscura di quella del suo illustre fratello. Egli deve aver menato un'esistenza alquanto meno brillante, più ritirata e modesta, quantunque anch'essa del tutto dedicata all'arte, come lo provano i mirabili dipinti da lui lasciati.
    Egli lavorò a Siena, Firenze, Arezzo, Pistoia ed anche a Roma ove, secondo il Vasari, fece «molte cose», che andarono distrutte quando la Basilica di San Pietro fu riedificata. (Evelyn Franceschi Marini)
  • Un ciclo di pitture che ha reso famoso Pietro Lorenzetti è quello della basilica inferiore d'Assisi. Prudentemente il Thode notò che si ebbe ragione a toglierle a Puccio Capanna, a Pietro Cavallini e a Giotto, ma che si andò troppo oltre nell'assegnarle a quell'autore e non a' suoi seguaci. (Adolfo Venturi)

Note[modifica]

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