Pietro Siciliani

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Pietro Siciliani

Pietro Siciliani (1832 – 1885), pedagogista, filosofo e medico italiano.

Citazioni di Pietro Siciliani[modifica]

  • Che cos'è il catechismo? È tutto un sistema di filosofia, di politica, di religione condensato in una forma semplice, chiara, determinata, elementarissima. Di qui le infinite difficoltà nell'arte di comporlo, se pur fosse possibile e accettabile. Ma non è possibile né accettabile al modo che d'ordinario ce lo figuriamo. Chi può vantare il diritto d'insegnare un catechismo? Nessuno. La chiesa, il credente, il sacerdote, si dicono autorizzati. Ma ove si chieda una prova istorica di tale autorizzazione, eccoci tosto usciti dalla scienza, ed entrati nel terreno della mitologia. E quando poi si scenda nella pratica, non si capisce perché nella scuola s'abbian da introdurre altri dieci o venti catechismi, altri dieci o venti dommi delle religioni alle quali appartengono o potranno appartenere i giovanetti e le giovanette d'una scuola. Può averlo il padre cotesto diritto? Può averlo la madre che (come dicono) è la "maestra autorizzata da natura"?[1]
  • Che è mai il poema di Dante? È la splendida, è la feconda inaugurazione della moderna italica civiltà.[2]
  • Dal momento che lo Stato come organismo etico è laicamente religioso in quanto è morale di per sé stesso, non v'è alcun bisogno di chiese né di confessioni. E le confessioni e le chiese, cessano d'essere instituzioni sociali e assumento forma d'instituti privati, diventeranno per ciò stesso, [...] altrettante forze ausiliarie della morale naturale.[3]
  • Il pensiero e l'idea vincono sempre il fatto e sorpassano la realtà.[4]
  • La Scuola moderna ha da essere indipendente e laica. Credete che la scuola laica voglia dire scuola atea, scuola scettica, scuola materialista? V'ingannate. E molti si ingannano. E però maledicono alla scienza, e soprattutto alla scienza moderna! Scetticismo e dommatismo, ateismo e teismo, materialismo e spiritualismo, idealismo e meccanicismo non sono in fondo che ipotesi metafisiche; le quali, agli occhi del filosofo devoto alla vera esperienza, han tutte, come ipotesi, un egual valore.[5]
  • Nel mondo psichico umano la legge dell'eredità – massime nelle condizioni normali – non ha quell'assoluto valore, quella importanza prodigiosa datale dallo Spencer. Dunque? Dunque non può essere invincibile, non può essere automatica, non può essere fatale a tal segno da annullare ogni etica responsabilità. La conclusione è positiva.[6]
  • Un concetto, un'istituzione, un trovato e qualsivoglia idea è vera, e feconda di certo e necessario effetto, sol quando per immediata virtù rampolli dallo spirito; quando sia principalmente cosa tutta nostra, intima e connaturata con noi e per noi; quando insomma sia primamente razionale e secondariamente empirica, e abbia dapprima un valore ideale e poscia un valore sperimentale.[7]

Citazioni su Pietro Siciliani[modifica]

  • Lo conobbi appena venne in Toscana, or son molti anni, e lo ebbi assiduo alle mie lezioni di storia nella Università di Pisa. E fin d'allora dovetti riconoscere in lui un amore ardentissimo allo studio. [...] La sua mira costante, il suo pensiero dominante fu di trovare un sistema filosofico, che conciliasse le opposte tendenze della speculazione nel nostro secolo. (Pasquale Villari)

Note[modifica]

  1. Da Socialismo, Darwinismo, Sociologia moderna, 1879, pp. 327-328.
  2. Da Il Triumvirato nella storia del pensiero italiano ossia Dante, Galilei e Vico, discorso del prof. Pietro Siciliani letto il dì 15 maggio 1865 nell'aula del Liceo Dante, coi tipi di M. Cellini e C., Firenze 1865, p. 14.
  3. Da Socialismo, Darwinismo, Sociologia moderna, 1879, p. 433.
  4. Da Della legge storica e dell'odierno momento filosofico e politico del pensiero italiano, discorso critico del Dr. Pietro Siciliani, Fratelli Cammelli, Firenze 1862, p. 25.
  5. Da Socialismo, Darwinismo, Sociologia moderna, 1879, p. 326.
  6. Da Socialismo, Darwinismo, Sociologia moderna, 1879, pp. 231-232.
  7. Da Della legge storica e dell'odierno momento filosofico e politico del pensiero italiano, discorso critico del Dr. Pietro Siciliani, Fratelli Cammelli, Firenze 1862, p. 56.

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