Renato Curcio

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Renato Curcio

Renato Curcio (1941 – vivente), ex terrorista, editore, saggista e sociologo italiano.

Citazioni di Renato Curcio[modifica]

  • Nel Collettivo Politico Metropolitano [incubatrice delle future Brigate Rosse], con sede in un vecchi teatro in disuso in via Curtatone, si cantava, si faceva teatro, si tenevano mostre fotografiche. Era una continua esplosione di giocosità e invenzione. Con la strage di Piazza Fontana il clima improvvisamente cambiò. (da A viso aperto, p. 49)
  • [In riferimento all'omicidio di due militanti missini di Padova, attuato da componenti padovane delle BR] L'azione non aveva niente a che vedere con ciò che le BR stavano facendo. Non vedevamo nei fascisti un reale pericolo. Mi preoccupai moltissimo. C'era il rischio di stravolgere l'immagine delle BR, riducendola a quella di un gruppo di scalmanati che davano ordine di andare ad ammazzare la gente nelle sedi missine. (da A viso aperto, pp. 94-95)
  • Tra le molte scelte che fa uno che decide di fare il rivoluzionario guerrigliero c'è anche quella di accettare la morte, che può arrivare in qualsiasi momento e in qualsiasi circostanza.[1]

Da E noi lottiamo per la rottura storica

Intervista di Mario Scialoja, L'Espresso, 5 gennaio 1975.

  • L'arresto di alcuni compagni non significa la sconfitta della nostra guerra di classe né della necessità della sua organizzazione da parte proletaria.
  • La guerriglia è ormai un dato oggettivo della situazione politica italiana ed europea, un bisogno politico delle avanguardie proletarie; il suo sviluppo può essere ritardato, ma non impedito.
  • Il comunismo prima che un partito è una concezione del mondo: in questo senso anche in Italia vi sono molti comunisti non iscritti al Pci.
  • La classe operaia non va mitizzata. Il giudizio del proletario condizionato, la cui coscienza è manipolata ed "espropriata", non deve fare testo. È un proletario telediretto.

Citazioni su Renato Curcio[modifica]

  • Curcio non sparava alle spalle, sparava di fronte, andava di persona a sparare. Naturalmente siamo su delle barricate opposte, ma io stimo Curcio. Lo stimo. È un uomo che secondo me ha delle idee sbagliate ma le serve, le serve da soldato vero. Con un suo galateo. Col suo coraggio. Senza mai rinnegarsi. Non si è pentito! (Indro Montanelli)
  • Noi eravamo per la trattativa, Renato per tenersi fuori, ma sapevamo che se ammazzavano Moro avrebbero ucciso anche noi in carcere, per questo ruotavamo in cella con Curcio, poiché per noi era il primo che avrebbe fatto quella fine. (Alberto Franceschini)

Note[modifica]

  1. Citato in Faccia a faccia con Curcio "Ho un segreto per Indro...", Il Giornale.it, 20 gennaio 1975.

Bibliografia[modifica]

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