Riccardo Freda

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Riccardo Freda (1909 – 1999), regista e sceggiatore italiano.

Citazioni di Riccardo Freda[modifica]

  • La politica io l'ho sempre aborrita. Politica cinematografica non ne ho mai fatta, perché trovo che non abbia nulla a che vedere. Io non sono mai andato oltre, forse per questo sono sempre stato considerato superficiale, ma non mi interessa. A me interessa lo spettacolo per lo spettacolo: la favola, la fiaba, chiamala come vuoi, il racconto, il racconto di fatti umani appassionanti dal punto di vista delle tragedie nostre, quotidiane: oggi si finisce in scazzottate da western, allora in duelli o in risse da taverna.[1]
  • La regia cinematografica è il mestiere degli imbecilli...e se ve lo dico io![2]
  • [Sul Neorealismo] [...] quella di Sciuscià e di Paisà fu un'epoca sciagurata. Grazie a Dio quei film sono spariti. Per fortuna sono rimasti in pochi a commuoversi per i lustrascarpe.[3]
  • Uno o nasce regista o non lo diventerà mai. Oh Dio, sotto un certo aspetto, fare il regista cinematografico è il mestiere più facile del mondo. [...] Un buon copione, un operatore che sappia collocare la macchina al punto giusto e conosca i raccordi tra un quadro e l'altro, una musica suggestiva e un perfetto montaggio fanno di chiunque un regista, il quale a volte, con un po' di fortuna o con un forte partito politico alle spalle, potrebbe persino ricevere un premio dello Stato per l'opera prima, soprattutto se il suo film è una noiosa disamina della miseria e della degradazione morale di qualche dimenticata regione italiana. Con un pizzico di antifascismo, poi, ci scapperà anche qualche grolla d'oro.[4]

Note[modifica]

  1. Da un'intervista rilasciata a Carrello indietro, Rai Radio 3, 17 agosto 1986.
  2. Da Divoratori di celluloide, Emme edizioni, Milano, 1981, p. 3.
  3. Citato in Leonardo Autera, Tavernier: a 84 anni Freda farà rinascere D'Artagnan, Corriere della Sera, 10 luglio 1993, p. 27.
  4. Da Divoratori di celluloide, Emme edizioni, Milano, 1981, pp. 81-82.

Film[modifica]

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