I miserabili (film 1948)

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I miserabili

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Titolo originale

I miserabili

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 1948
Genere drammatico
Regia Riccardo Freda
Soggetto Victor Hugo (romanzo)
Sceneggiatura Riccardo Freda, Mario Monicelli, Vittorio Nino Novarese, Steno
Produttore Carlo Ponti
Interpreti e personaggi

I miserabili, film italiano del 1948, regia di Riccardo Freda.

Caccia all'uomo[modifica]

Frasi[modifica]

  • Se voi uscite dal quel luogo [il penitenziario] con dei pensieri di odio, siete degno di pietà, ma se ne uscite con dei pensieri di benevolenza, allora siete migliore di qualunque di noi. (il vescovo Myriel)
  • Nella mia vita sono stato spesso severo con gli altri. Era giusto e facevo bene. Ora se non fossi severo con me stesso, sarei un miserabile. Non desidero che mi trattiate con bontà. Essere buoni è facile, il difficile sta nell'essere giusti. (Javert)

Dialoghi[modifica]

  • Jean Valjean: Ancora alzata sorella? Dovete riposarvi.
    Suor Simplicia: I malati hanno bisogno di cure.
    Jean Valjean: Sì, ma la vostra salute è più preziosa di quella loro.
    Suor Simplicia: Non davanti a Dio. Per Lui la vita di ciascuno di noi ha lo stesso valore.

Tempesta su Parigi[modifica]

Frasi[modifica]

  • Eh se non fosse che per arrestare uno ci vuole la polizia, lo denuncerei subito. Dagli amici mi guardi Iddio, che dai poliziotti mi guardo io. (il signor Thenardier)
  • Ah è proprio vero che il lupo invecchia, ma morde sempre, anche a costo di rimetterci i denti. (il signor Thenardier)
  • La mia vita da molti anni non mi appartiene più e non mi può spaventare né la galera né la morte. Io ho dedicato la mia esistenza alla felicità di Cosetta e non esiterei ad uccidere chiunque tentasse di portarmela via. (Jean Valjean)
  • A proposito, Thenardier, dovete dire alla vostra simpatica signora che un'altra volta non lavi i bicchieri con tanto accanimento. Ciò mi ha sempre messo in sospetto. La vostra osteria è famosa in tutta Parigi per i suoi bicchieri sporchi. (Javert)
  • Valjean! Più che un galeotto da arrestare, quest'uomo rappresenta per me il trionfo di una verità a cui si crede come si crede in Dio. Ogni criminale è bollato da un marchio indelebile, che nessuno forza al mondo potrà mai cancellare. E spetta a noi afferrarli alla gola, quando il destino ce li fa passare vicini, immancabilmente. (Javert)
  • Sentimi bene Cosetta. Nella mia vita ho conosciuto un'altra donna come te. Anche lei si è fatta trascinare dal fascino di un amore romantico. Quella donna è morta, Cosetta, col cuore spezzato, sola. (Jean Valjean)
  • Io, ispettore Javert, debbo lasciare il posto che mi è stato assegnato e in conseguenza di ciò ho già fatto le regolamentari consegne a chi di dovere. Le ragioni che mi spingono a questo atto sono due. Io, Javert, ispettore di prima classe, ho creduto opportuno decidere, contro tutti i regolamenti di polizia, di lasciare in libertà un evaso, ho capito che al mondo esistono altre cose che non sono tribunali, sentenze esecutive, autorità. Servirei perciò ancora una causa che ho tradito e in cui non credo più. Ho ammirazione per un galeotto, voglio testimoniare che questo ex forzato che io ho perseguitato ingiustamente per tutta la mia e la sua vita non è un miserabile. Egli è un buono, un onesto, un giusto. Il suo nome, e lo dico davanti a Dio, ora che sto per togliermi la vita, è Jean Valjean. (Javert)
  • Devo dire francamente che le mie idee in questi ultimi tempi sono rimaste sconvolte. Non saprei dire se la ragione sia al di là delle barricate, ma quello che è certo è che se le nostre idee fossero veramente le giuste non occorrerebbero tanti morti per difenderle o per combatterle. (Il Ministro di Polizia)

Dialoghi[modifica]

  • Mario Pontmercy: Adesso la polizia si scatenerà alla ricerca di voi e bisognerà pensare come tu, Enjolras, possa allontanarti da Parigi per un po' di tempo.
    Enjolras: Lasciare Parigi adesso, quando l'insurrezione può scoppiare da un momento all'altro?
    Mario Pontmercy: Mi avevi dato la tua parola!
    Enjolras: Caro Mario, se resto tradisco la mia parola, se parto tradisco la rivoluzione.
  • Il Ministro di Polizia: È questo?
    Javert: Una vostra caricatura, Eccellenza.
    Il Ministro di Polizia: Non è male. Pieno di movimento, ben schizzato. L'autore di questo disegno è un uomo pericoloso. Una caricatura ben indovinata è come una battaglia perduta. Questi rivoluzionari sono gente abbastanza preparata, mi pare.
    Javert: Molti sono studenti, Eccellenza.
    Il Ministro di Polizia: Ecco i frutti dell'istruzione obbligatoria! Qualunque pezzente può diventare dottore, avvocato, maestro e, soprattutto, un giornalista. Povera Francia! Caro ispettore, l'ignoranza è la migliore garanzia per l'ordine.
  • Il Ministro di Polizia: Ma cosa volete? La libertà, l'uguaglianza... parole. Io non sarò mai eguale al mio cocchiere. Un uomo che posso comprare con mezza pagnotta non sarà mai libero.
    Mario Pontmercy: Ed è per questo che faremo la rivoluzione.
    Il Ministro di Polizia: Non credo che vi riuscirete. Ne ho già vista una. I vostri Danton, Marat, Robespierre, sono scomparsi e noi siamo sempre qui. Anche loro volevano la libertà, l'uguaglianza. Ma non capisci che noi siamo e saremo sempre i più forti.
  • Cosetta: Ma tu sei ferito?
    Jean Valjean: Non è niente, si tratta di una sciocchezza. Io sto benissimo, solo...
    Cosetta: Solo?
    Jean Valjean: Sto per morire, ma non è nulla, Cosetta. Parla ancora, ch'io senta la tua voce.

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