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Riforma Gentile

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Giovanni Gentile negli anni 1930

Citazioni sulla riforma Gentile.

  • Nella prima frattura tra Croce e Gentile è Croce il più vicino al fascismo originario. È Croce a immettere nella cultura italiana Georges Sorel che è uno dei primi riferimenti culturali del fascismo, è Croce che parla, sia pure in una dimensione critica, di Stato etico; è Croce che persino incoraggia il fascismo e lo paragona alle orde sanfediste del cardinale Ruffo, ritenendo che il fascismo abbia la funzione di spazzare il campo dal bolscevismo e dalla crisi spirituale e di rimettere in piedi l'autorevole Stato italiano. Ricordo infine che è Croce a suggerire Gentile come ministro della pubblica istruzione per realizzare quel progetto di riforma della scuola che lui, da ministro, aveva avviato in epoca giolittiana. In questa visione, il fascismo ha per Croce una funzione propedeutica al ripristino del vero liberalismo. (Marcello Veneziani)
  • Non si deve trovar posto per tutti. [...] La riforma tende proprio a questo, a ridurre la popolazione scolastica. (Giovanni Gentile)
  • Storia e filosofia continuano a essere insegnate dallo stesso docente. È ancora dalla riforma Gentile che [...] ci si illudeva che si potessero mettere insieme le due cose. In realtà la riforma Gentile dava il primato alla storia, e pensava che anche della filosofia si dovesse insegnare la storia. (Alessandro Barbero)
  • Volendo imprigionare il mondo in un gioco di parole, si può dire che la scuola pubblica è passata da Croce e delizia, a una riforma che... Gentile non era, perché aristocraticamente arrogante e idealistica, ma che è stata colpita a morte da chi non essendo né Croce, né Gentile, trasformava tutto in imperfetta Letizia. (Giuseppe Ricuperati)

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