Marcello Veneziani

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Marcello Veneziani (1955 – vivente), giornalista italiano.

Citazioni di Marcello Veneziani[modifica]

  • C'è la necessità di capire, non mi stancherò mai di ripeterlo, che la memoria condivisa non è una boutade. (da Quotidiano Nazionale, 15 luglio 2003, p. 13)
  • C'è una tirchieria maniacale e artigiana­le nelle piccole cose che dà più soddisfa­zione dell'avarizia nelle grandi. Rammen­di invisibili agli occhi altrui, atti piccini che fai di nascosto, te ne vergogni e perciò covi un segreto con te stesso e una compli­cità con le cose. Ti senti più furbo, rispar­mioso e furfantello. E t'illudi di vivere a sbafo. La vita felice è fatta di micragnose delizie. (da Gustosi momenti di trascurabile pidocchieria, il Giornale.it, 27 marzo 2011)
  • Chi da destra denuncia il disprezzo viene accusato anche dai cosìddetti terzisti di vittimismo. Prendi le botte e zitto, non far la vittima. Mazziato e cornuto. (da Il sobrio orgoglio di essere "destri", il Giornale.it, 6 ottobre 2010)
  • Chi vuol dimostrare scientificamente l'inesistenza di Dio è, scientificamente parlando, un cretino. (da Gli evoluzionisti credono di essere Dio, il Giornale.it, 9 aprile 2010).
  • Ci sono almeno tre destre: la destra liberale, un po' conservatrice sul piano dei valori, liberista in economia, anticomunista e garantista; la destra della tradizione, con significative varianti cattoliche o ribelli; la nuova destra, sociale e comunitaria, critica verso il dominio del mercato e il modello consumista. (da Il sobrio orgoglio di essere "destri", il Giornale.it, 6 ottobre 2010)
  • Con l'ottimismo della disperazione, che è oggi molto più pertinente del gramsciano ottimismo della volontà, dico che quest'epoca odora troppo di morte e di declino, canta e balla sul ciglio del burrone, avverte di essere a un passo dal paradiso e a due dall'inferno, in sequenza automatica. (da Il Censis-khan o l'Italia del nostro scontento, Libero, 9 dicembre 2007)
  • E allora perché quei programmi di successo sorgono solo a sinistra? Escludo l'ipotesi etnico-politica suggerita dalla sinistra stessa: noi razza di sinistra siamo più intelligenti, eticamente migliori e possediamo la verità. No, non credo a queste differenze antropologiche e a questo Verbo incarnato in un versante ideologico. (da Ecco perché in Tv la destra non esiste, il Giornale.it, 19 novembre 2010)
  • E venne il giorno del Giudizio Universale, il mondo fu giudicato da un dio imbecille. Un mondo guidato da cretini e presieduto dal principe dei cretini: non ho altre parole per riassumere il senso della bufala cosmica delle rivelazioni di Wikileaks. (da Macché 11 settembre, è il 1° aprile della diplomazia, il Giornale.it, 30 novembre 2010)
  • Fini ha eliminato il fascismo come fosse un calcolo renale.[1]
  • Il centrodestra è al governo, non al potere. (da Libero, 15 agosto 2004)
  • Il liberalismo vorrebbe essere l'ideologia che supera le categorie di destra e sinistra, spappola anzi le ideologie e si presenta come ulteriore ad esse. Il suo totem è il mercato e il suo habitat naturale, il suo orizzonte è la società capitalista che non se la passa bene con i movimenti conservatori, ma decisamente se la passa male con i modelli statalisti di sinistra. Se invece ci trasferiamo sul piano dei costumi, famiglia e diritti civili, allora lo spirito liberal è più a sinistra, ma sconfina nel radical. (da Libero, 9 settembre 2007)
  • I revisionisti sono quelli che ripensano le proprie idee oltre che i fatti della storia. (da Libero, 31 ottobre 2006)
  • La democrazia è fondata sulla possibilità di scegliere e di mandare al governo ora gli uni, ora gli altri. [Fino al 1994] questo non c'era: la democrazia era garantita attraverso quote di potere locale o periferico subappaltate o concesse all'opposizione (di sinistra, naturalmente). Era il cosiddetto consociativismo. […] D'altra parte il sistema mediatico-culturale-giudiziario-sindacale-padronale-amministrativo non ha favorito la crescita di una classe dirigente alternativa sul versante destro. Anzi, ha bombardato ogni promettente nascita, a livello locale e nazionale, culturale e civile. (da Libero, 17 aprile 2005)
  • Ma davanti al disprezzo ideologico e razziale verso chi è di destra, lasciate che vi esorti alla sobria fierezza di essere e dirsi di destra. (da Il sobrio orgoglio di essere "destri", il Giornale.it, 6 ottobre 2010)
  • Marcel Proust ha percorso contromano il '900, guardando nello specchietto retrovisore. È andato incontro all'800, lo ha rianimato nel pieno fervore modernista e futurista del suo tempo. Fuori infuriava il futuro, splendeva il Sol dell'Avvenire, si cantava la bellezza della macchina e della velocità. Ma dentro la sua stanza foderata di sughero non arrivavano gli spasmi della modernità, il viaggio si compiva nella mente innamorata, insieme a una straordinaria rivoluzione, in senso astronomico. (da Così Marcel Proust scoprì il passato in pieno futurismo, il Giornale.it, 31 ottobre 2011)
  • Ma si accettano scommesse che ciò non accadrà!... Se ci dovesse essere una censura politica nei confronti di Santoro e Biagi, anch'io scenderò in piazza per impedirlo, per manifestare in loro difesa. (da Sciuscià, Rai2, 24 maggio 2002[2])
  • Nel 1978 Giuseppe Berto pubblicò il romanzo La gloria dedicato alla vicenda di Giuda. L'apostolo veniva riscattato proprio in quella chiave. Giuda si era sacrificato per la gloria di Cristo e la salvezza degli uomini. Una tesi non dissimile espresse in un suo romanzo saggio lo scrittore cattolico Francesco Grisi. (da Giuda, un garibaldino d'altri tempi, il Giornale.it, 15 agosto 2013)
  • Nel brutto dicembre rincuora coltivare dentro di sé un magnifico giugno. (da Salviamo l'Italia dalla follia sfascista, il Giornale.it, 5 dicembre 2010)
  • Nell'Asor [Alberto Asor Rosa] si contempla il fallimento della sinistra pratica e politica, quella di lotta e di governo, ridicola nel suo massimalismo ma anche patetica nel suo decisionismo, finta sinistra che finge di far la destra, dunque doppiamente finta. (da Libero, 1° settembre 2007)
  • [...] nella prima frattura tra Croce e Gentile è Croce il più vicino al fascismo originario. È Croce a immettere nella cultura italiana Georges Sorel che è uno dei primi riferimenti culturali del fascismo, è Croce che parla, sia pure in una dimensione critica, di Stato etico; è Croce che persino incoraggia il fascismo e lo paragona alle orde sanfediste del cardinale Ruffo, ritenendo che il fascismo abbia la funzione di spazzare il campo dal bolscevismo e dalla crisi spirituale e di rimettere in piedi l'autorevole Stato italiano. Ricordo infine che è Croce a suggerire Gentile come ministro della pubblica istruzione per realizzare quel progetto di riforma della scuola che lui, da ministro, aveva avviato in epoca giolittiana. In questa visione, il fascismo ha per Croce una funzione propedeutica al ripristino del vero liberalismo.[3]
  • [Parlando di una bambina che vuole chiamarsi "Silvia Berlusconi" e dei suoi genitori.] Non c'è discorso con i grandi che non porti a Berlusconi. Quando suo fratellino Andrea Riccardo ha chiesto ai genitori: "Ma perché Dio esiste?" lei ha subito chiesto: "Mamma, perché esiste Silvio Berlusconi?", cogliendo il nesso tra le due domande. (da Libero, 16 maggio 2008)
  • Non so quanti ricorderanno og­gi, a 40 anni dalla sua morte, un aspetto essenziale per capire Dino Buzzati, l'uomo e l'opera:la sua indo­le di conservatore all'antica, apoliti­co, pessimista e anche reazionario, come egli stesso ammise, ma reazio­nario in forma privata, precisò, «at­taccato alle vecchie cose, alla tradi­zione, piuttosto che alle cose di do­mani». (da Buzzati il conservatore e i Tartari, il Giornale.it, 28 gennaio 2012.)
  • Non vi mettete scuorno, napoletani e affini, ma l'Espresso e Santoro hanno ragione: Napoli è veramente una città impossibile, insopportabile, malata. Mancavano i duemila delinquenti liberati solo a Napoli e dintorni dall'indultaccio per darle la mazzata finale. Ora la delinquenza galoppa con il plauso della gente e don Clemente Mastella con il suo vice Manconi hanno voglia a dire che l'indulto non c'entra: mentre lo ripetevano, venivano acchiappati a Napoli quattro delinquenti che avevano ucciso per rapina e tre di loro erano usciti freschi freschi dal carcere, grazie all'indulto. Ma non è solo questione di indulto, ne convengo. Il problema è Napoli. Che è davvero una brutta chiavica, per dirla in linguaggio indigeno. [...] Andate per le strade dove trabocca l'immondizia, per i quartieri dove regna il casino e il rumore, per le piazze e i vicoli dove comanda la guapparia e dilaga la furbizia truffaldina. No, Napoli non si sopporta. (da Gli stracci di Napoli, Libero, 26 settembre 2006)
  • Ogni volta che il professor De Mat­tei critica Darwin, l'evoluzionismo e il rela­tivismo, combatte l'aborto e l'eutanasia, e infine sostiene che le catastrofi sono un castigo divino, i difensori della libertà e della tolleranza insorgono indignati non per criticarlo, come è comprensibile, ma per cacciarlo dal Cnr. (da Cacciate quello studioso, è un cattolico vero, il Giornale.it, 2 aprile 2011)
  • Preferiscono bruciare l'Italia più che i rifiuti? Meritano di vivere nei rifiuti più che in Italia. Hanno scelto di incenerire la loro nazionalità, anziché l'immondizia. Se esiste l'espulsione degli immigrati clandestini, dovrebbe esistere anche l'espulsione degli italiani che offendono il proprio Paese. Sulla loro carta d'identità alla voce nazionalità, togliete italiana e metteteci: immondizia. Meritano di essere rappresentati dall'immondizia. (da Cacciamo dall'Italia chi brucia il tricolore, il Giornale.it, 23 ottobre 2010)
  • [...] quel che resta sono le opere aristocratiche dei vinti, i Tomasi e i Buzzati, i Praz e i Morselli, i Berto e gli Alianello. O di vinti a disagio nel campo dei vincitori, come Pavese e Pasolini. (da I vinti: i perdenti della globalizzazione e loro elogio finale, Mondadori, Milano, 2004, p. 121)
  • Questa legge del disprezzo [per la destra] vige in tutto l'Occidente, nota Ferrara; ma in Italia ancor di più. (da Il sobrio orgoglio di essere "destri", il Giornale.it, 6 ottobre 2010)
  • Questo paese non può continuare a essere la copia fessa della tv, la sua appendice e la sua scimmia.[4]
  • Sanremo è diventato un luogo topico dell'autobiografia della nazione, non riusciamo a scandire il ritmo della vita italiana senza quei due tre appuntamenti che sono il campionato di calcio, miss Italia, il festival di Sanremo. Possono marcire tradizioni antiche e più consolidate, possiamo perfino scoprire che l'Italia cattolica non va più a messa e se ne frega dei comandamenti, manda all'aria perfino la famiglia, sua architrave allo sbando. Ma le piccole abitudini, i piccoli appuntamenti leggeri, quelli restano.[4]
  • Si potrebbe poi dedurre una sorta di legge generale dell'opinione pubblica secondo cui a criticare sono più bravi quelli di sinistra, a governare sono più adatti quelli del centrodestra. (da Ecco perché in Tv la destra non esiste, il Giornale.it, 19 novembre 2010)
  • Sul piano dei fatti resta vero che, alla fine, la cosiddetta destra ha commesso meno errori in campo e in teoria della cosiddetta sinistra, ha saputo cogliere meglio la realtà e dar voce ai popoli, ha più aiutato lo sviluppo ed è stata più efficace, ha saputo meglio temperare libertà e tradizione, libertà e sicurezza, e ha meno vessato, perseguitato, oppresso i cittadini. (da Il sobrio orgoglio di essere "destri", il Giornale.it, 6 ottobre 2010)
  • Tre cose da noi conducono al disprezzo o alla morte civile: avere opinioni contrarie al politicamente corretto e magari in sintonia con il buon senso comune, preferendo i valori tradizionali, civili e religiosi; avere un giudizio diverso sul fascismo e sull'antifascismo, ma anche sul comunismo, rispetto al canone dominante; preferire Berlusconi ai suoi avversari o ex alleati. (da Il sobrio orgoglio di essere "destri", il Giornale.it, 6 ottobre 2010)
  • [Su Fausto Gianfranceschi] Uomo di destra, sanguigno e diretto, cattolico apostolico romano, non per modo di dire, «reazionario» [...] Polemista vivace [...] fu uno tra i primi miei riferimenti umani e culturali che conobbi sbarcando a Roma quand'ero ragazzo.[5]
  • Zingari & Cassonetti, monnezza umana e monnezza urbana. Circolano due teorie: da quando c'è la destra con la Lega al governo, zingari e immigrati sono due capitoli dell'emergenza rifiuti. L'altra teoria dice: no, la destra e la Lega sono al governo perché la gente considera zingari e immigrati due capitoli dell'emergenza rifiuti. (da Libero, 22 maggio 2008)

Note[modifica]

  1. Citato in Giuseppe Giacovazzo, Una svolta dopo l'altra da Fiuggi a Mirabello, LaGazzettadelMezzogiorno.it, 4 settembre 2010
  2. Citato in Marco Travaglio, Carta Canta – Lo smemorato di Cologno, la Repubblica, 21 agosto 2005
  3. Dall'intervista di Federico Ferraù, Veneziani: si è sbagliato, la religione non è una cosa privata, il Sussidiario.net, 8 dicembre 2012.
  4. a b Da La vita non è Sanremo: svegliamoci, pupe e puponi connazionali, MarcelloVeneziani.it, 11 febbraio 2016.
  5. Da È morto Fausto Gianfranceschi, ultimo intellettuale reazionario, il Giornale.it, 20 febbraio 2012.

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