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Rimetti a noi i nostri debiti (film)

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Rimetti a noi i nostri debiti

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Titolo originale

Rimetti a noi i nostri debiti

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 2018
Genere drammatico
Regia Antonio Morabito
Sceneggiatura Antonio Morabito, Amedeo Pagani
Produttore Marco Belardi, Alessandro Leone, Amedeo Pagani, Elena Pedrazzoli
Interpreti e personaggi

Rimetti a noi i nostri debiti, film del 2018 con Marco Giallini e Claudio Santamaria, regia di Antonio Morabito.

Frasi[modifica]

Citazioni in ordine temporale.

  • Il frattale è un sistema matematico che si ripete all'infinito. Ha una struttura come ha un cavolfiore. Se tu stacchi un pezzo di cavolfiore, questo pezzettino nuovo è un piccolo identico al pezzo madre. Il sistema politico economico italiano è come un frattale, non fa altro che riproporre modelli già collaudati. Un cavolfiore. (Professore)
  • L'unico modo per toccare i poteri forti è mischiarsi, caro Guido. Il disordine puro, l'entropia incontrollabile. (Professore)
  • Lo sai perché ti ho chiamato Willy? [...] Willy il coyote pensava di sapere tutto, invece non sapeva un cazzo. E arrivava coso... Beep-Beep. Beep-Beep! Beep-Beep! Lo struzzo e lo inculava sempre. (Franco)
  • Non si chiamano lavori precari, si chiamano lavori di merda. Lavori del cazzo. A differenza di questo che invece è un cazzo di lavoro. (Franco)
  • Non sono persone, si chiamano debitori. (Franco)
  • Non mi sento a casa in Italia. E poi la gente è rassegnata, triste. E non voglio diventare triste anch'io. (Rina)
  • Per stare dentro al sistema, devi avere un po' di sistema dentro di te. Solo così puoi. Altrimenti sono solo goffi tentativi. (Professore)

Dialoghi[modifica]

  • Professore: Ci sono zone del tavolo da gioco [del biliardo] che non vengono coinvolte quasi mai. Sempre se ti attieni ad alcune regole.
    Guido: Quali regole?
    Professore: La prima è non attaccare mai frontalmente un Paese più forte di te. Metti caso che la palla numero 7 è la Germania e la 3, gli Stati Uniti.
    Guido: Un'altra teoria politico-balistica, professore.
    Professore: Se io gioco con la 5, che è l'Italia. Il Portogallo! È sempre un Paese povero a finire in buca. E guarda qua. Le industrie del tabacco, farmaceutica, banche. L'industria delle armi...intatte! Neanche sono state toccate dalla manovra.
    Guido: Quale manovra?
  • Franco: Questo lavoro si basa su tre fasi diverse. La prima fase consiste nel rintracciarli. Capisci? Li rintracci, scavalcando i vari filtri. Le segretarie, assistenti, eccetera. E poi gli dai il tormento. Il tormento quello vero.
    Guido: Non vi denunciano per stalking?
    Franco: Eh, siamo pieni di denunce. Specialmente dalle persone che sono nella fase due
    Guido: E la fase due cosa consiste?
    Franco: Farli vergognare.
    Guido: No, scusa non capisco. È chiaro che si vergognano per avere dei debiti, no? Anch'io mi vergogno.
    Franco: Adesso non puoi capire, ti farò vedere tra poco. Ho un recupero di questi furbi.
  • Franco: Guardi, mi dispiace molto per sua moglie. Le dirò un Padre Nostro, una preghiera, un'Ave Maria. Ma lei ci deve ridare i soldi.
    Professore: Vede, le dispiace se disgredisco un attimo? Verso la fine del '400, non avrebbe avuto neanche il diritto di recitarlo il Padre Nostro. Era consuetudine che nessun creditore potesse pronunciare le parole Rimetti a noi i nostri debiti senza averlo fatto veramente. Sarebbe stato considerato un bugiardo, un impostore. Un millantatore. Lo dico senza offesa, beninteso. Solo per collocare le cose. È molto importante la posizione delle cose.

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