Rivolta dei Basmachi

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bandiera dei Basmachi

Citazioni sulla rivolta dei Basmachi.

Viktor Andrijovyč Kravčenko[modifica]

  • I basmatsci erano guerriglieri e patrioti che avevano preso le armi per difendere le proprie libertà nazionali, minacciate, a loro avviso, dagli invasori stranieri; rischiavano la loro vita per respingere quello che sembrava loro un oltraggio alle loro credenze e alle loro antiche usanze. In sostanza, assomigliavano alquanto ai patrioti indù che dall'altra parte della frontiera lottavano contro l'Inghilterra.
  • Le voci che correvano delle crudeltà commesse dai basmatsci non erano esagerate. Ho avuto personalmente la possibilità di raccogliere da testimoni oculari o da qualche raro superstite di quei massacri, particolari di un'atrocità da far fremere. È anche vero che nei basmatsci l'amore per il saccheggio e per il contrabbando si aggiungevano al fervore politico e religioso; in molti casi, anzi, era difficile stabilire dove finiva il patriottismo e dove cominciavano gli affari.
  • Per diversi anni i giornali pubblicarono macabre storie che sottolineavano la ferocia dei basmatsci, i quali venivano rappresentati come banditi assetati di stragi e di rapine, al comando di capi religiosi mussulmani; se ne parlava anche come di mercenari al soldo di sultani detronizzati, o come di strumenti dell'imperialismo britannico. La loro crudeltà sembrava senza fine. Erano accusati di seviziare i soldati sovietici, e uno dei loro sistemi preferiti, a quanto si diceva, consisteva nel seppellire i prigionieri fino al collo, per lasciarli morire poco a poco di caldo e di sete, se non erano divorati ancor vivi dagli avvoltoi e dai vermi.

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