Robert Marion

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Robert W. Marion (... – vivente), scrittore e medico statunitense.

Il bambino che non sentiva dolore[modifica]

Incipit[modifica]

La prima volta che vidi James Stone fu al pronto soccorso pediatrico dell'ospedale Jonas Bronck, un ospedale municipale di New York situato nel quartiere del Bronx. Il bambino, di otto mesi, era stato portato all'ospedale con l'autoambulanza in seguito a quello che si riteneva un attacco di convulsioni, grave e prolungato. Secondo la madre, Jmmy stava già male da qualche giorno e si erano manifestati episodi intermittenti di febbre molto alta. Mrs. Stone non si era data eccessiva preoccupazione per le condizioni del figlio fino a quella mattina, quando Jmmy si era rifiutato di alzarsi dal lettino, mettendosi a piangere non appena la madre si avvicinava e dimostrando in tutti i modi che preferiva rimanere sdraiato nel letto tutto solo, piagnucolando piano. Aveva anche rifiutato la colazione, cosa che non aveva mai fatto prima di allora. La madre, che in quel momento era sola in casa, gli aveva somministrato qualche goccia di Tylenol, e lui si era addormentato; un'ora dopo, però, quando era andata a controllare come stava, lo aveva trovato che «bruciava» dalla febbre, per cui aveva deciso di svegliarlo e di fargli fare un bagno freddo, nel tentativo di fare scendere la temperatura. L'attacco di convulsioni era iniziato pochi minuti dopo che Jimmy era immerso nella vasca.

Citazioni[modifica]

  • DUE VIDEOCASSETTE
    Alcune volte mi capita di provare una sensazione molto strana mentre sto visitando un paziente: succede solo una o due volte all'anno, ed è una sensazione nauseante di malessere che mi prende alla bocca dello stomaco nello stesso momento in cui percepisco che nel paziente disteso sul lettino davanti a me c'è qualcosa che assolutamente non va, un pericolo per la sua stessa vita che fino ad allora non era stato nemmeno sospettato. (p. 32)
  • GLI OCCHI DI ANGELA
    Gli occhi di Angela mi guidarono verso un percorso che doveva restare al centro della mia vita professionale per almeno due anni. La vista del suo volto mi aprì le porte di un mondo dove altrimenti non sarei mai penetrato, consentendomi di osservare dall'interno le vicende della vita di cinquantacinque tra neonati e bambini, tutti per molti versi fuori dall'ordinario. (p. 65)

Bibliografia[modifica]

  • Robert Marion, Il bambino che non sentiva dolore (The Boy Who Felt No Pain), traduzione di Serena Lauzi, Rizzoli, 1992. ISBN 88-17-84188-9