Robert McLiam Wilson

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Robert McLiam Wilson (1964 – vivente), scrittore nord-irlandese.

Eureka Street[modifica]

Incipit[modifica]

Avevano tutti una storia. Non erano storie brevi, o non avrebbero dovuto esserlo. Avrebbero dovuto diventare lunghi romanzi, splendide narrazioni di ottocento pagine e più, non soltanto delle vite delle vittime, ma anche di quelle che si erano trovate sul loro cammino, l'intreccio di conoscenze, amicizie e relazioni intime che le legava a coloro che amavano, che conoscevano e da cui erano conosciute, una rete di grandiosa complessità e ricchezza. Che cos'era accaduto? Una cosa molto semplice: storia e politica erano giunte ad un vicolo cieco. Un individuo, o forse più di uno, aveva stabilito che era necessario agire e alcune storie erano state troncate, altre abbreviate. Una bella riga nera su una pila di fogli. Semplice. Le pagine che seguono risentono di tale perdita. Il testo è meno ricco, la città più piccola.


Il percorso umano verso la compassione e l'empatia è disseminato di ostacoli, ma bisogna provare a percorrerlo. Per comprendere le conseguenze delle nostre azioni, dobbiamo usare tutta la nostra immaginazione. Riusciamo a capire che forse spaccare una bottiglia in testa a qualcuno non è una buona idea, solo se ci mettiamo nei suoi panni. A quel punto non possiamo più fare a meno di pensare che se ci arrivasse una bottiglia in testa ci farebbe un male cane! Ti metti nei suoi panni. Se fai questo, se lo riesci a fare, allora la violenza diventerà molto meno facile per te. Se tieni una pistola alla testa di una persone e riesci ad immaginare cosa potrà fare a quella testa, allora sarà letteralmente impossibile premere il grilletto

Tutte le storie sono storie d'amore.

Venerdì sera. Sei mesi fa (Sarah se n'era andata da sei mesi). In un pub.
Stavo facendo la corte a una cameriera di nome Mary: capelli corti, culo a mandolino e due occhioni da bambino infelice. La conoscevo da tre ore e avevo già perso la testa per lei.

Explicit[modifica]

Belfast non è altro che un intrico di strade e collinette, un sussurro di Dio.
Non è meraviglioso, e immenso, questo nuovo mondo?
Sento un rumore e mi volto. Si è svegliata. Si muove, si alza lentamente e si passa una mano tra i capelli scompigliati. Si volta verso di me.
Sorride e mi guarda. I suoi occhi sono chiari e luminosi.

Bibliografia[modifica]

  • Robert McLiam Wilson, Eureka Street, traduzione di Lucia Olivieri, Fazi, 1999. ISBN 88-8112-338-X

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Opere[modifica]