Rodolfo Mondolfo

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Rodolfo Mondolfo

Rodolfo Mondolfo (1877 – 1976), filosofo italiano.

Citazioni di Rodolfo Mondolfo[modifica]

  • [In polemica con i sindacalisti rivoluzionari] Per i sindacalisti la volontà creatrice pone liberamente il suo mito (per esempio il mito dello sciopero generale); per il materialismo storico c'è sempre il rovesciamento della prassi: l'attività precedente, nei suoi risultati, diventa condizione e limite dell'attività successiva, che però si afferma come opposizione a ciò che preesiste, e tende a superarlo dialetticamente. Quindi la conoscenza delle condizioni e dei limiti qui è parte essenziale dello sviluppo della volontà: il momento pratico non si disgiunge dal momento critico. E questa differenza è in rapporto con la differenza dei presupposti filosofici, che sono nel materialismo storico dati dal volontarismo del Feuerbach, nel sindacalismo sorelliano[1] dal moderno volontarismo contingentistico.[2]

Incipit di Il dubbio metodico e la storia della filosofia[modifica]

La filosofia che cerca, come dice il Masci «l'unità e il sistema della realtà, sempre incompiuto, ma a cui i millenni lavorano», assume i materiali per la costruzione del grande edificio sistematico della conoscenza e della verità, in parte dalle scienze, nel meraviglioso sviluppo e rifiorimento che hanno avuto nell'età moderna, in parte dalla storia del pensiero, che ha già nel passato presi di fronte gli stessi problemi, che affaticano ed agitano la coscienza contemporanea, e ne ha tentato soluzioni varie, lumeggiandone i più diversi lati, rilevandone le difficoltà, rintracciandone i molteplici collegamenti.

Citazioni su Rodolfo Mondolfo[modifica]

  • È stato senza dubbio il maggiore studioso italiano di Engels, sottile interprete di Marx, penetrante lettore di Feuerbach. Legato a Filippo Turati, ha occupato un posto di primo piano nella «revisione» del marxismo in Italia, ed è degno di essere considerato interlocutore nel dialogo avviato da Antonio Labriola e dominato poi da Antonio Gramsci. (Eugenio Garin)
  • Storico eminente della filosofia, il Mondolfo nell'elaborare, all'incirca dal 1908 in poi, una sua interpretazione «liberale» della «filosofia della prassi», non sfuggì, neppure lui, all'influenza idealistica, destinata a perdurare anche nella sua maggiore produzione storiografica, sul pensiero greco, posteriore al 1926, attraverso una tematica inconfondibile (storicismo greco, infinito nel pensiero dei Greci, il valore del soggetto. (Eugenio Garin)

Note[modifica]

  1. Di Georges Eugène Sorel, filosofo francese e teorico del sindacalismo rivoluzionario.
  2. Sulle orme di Marx, vol. II, Bologna, 1923; citato in Eugenio Garin, Storia della filosofia italiana, terza ed., Edizione CDE su licenza della Giulio Einaudi editore, Milano, 1989, vol. 3, p. 376.

Bibliografia[modifica]

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