Romano Madera

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Romano Madera (1948), filosofo, psicoanalista e docente italiano.

Citazioni di Romano Madera[modifica]

  • [Giorgio Gaber] Dal Movimento [del Sessantotto] ha preso molti temi e riferimenti: Cooper, Laing. ma poi nei suoi spettacoli c'erano intere citazioni di Céline. Una volta parlammo a lungo persino di Nietzsche. Del Movimento aveva colto il senso. E cercò di coniugarlo con una coscienza critica: che prima lo portò alla ferocia di Polli di allevamento, dove peraltro in molti lo vissero ancora come compagno di strada, questa volta nel disorientamento; e poi lo condusse a La mia generazione ha perso, dove ha detto cose per noi chiare da anni e però mai uscite. Psicologie rotte, e l'inabilità di salvare, del Movimento, almeno la spinta.[1]
  • L'uomo è utopico: è proprio così, non ha ambiente, fa di tutti gli ambienti il suo mondo. L'utopia è l'unica realtà umana. La realtà è una parte dell'utopia.[2]
  • [Parlando di Giorgio Gaber] Le sue critiche spesso erano anche apprezzate proprio perché da una parte pizzicava e dall'altra era compagno di strada. Dava sfogo sul palco a quanto potevamo abitualmente solo sussurrare tra amici, o nei momenti di disperazione.[1]

Note[modifica]

  1. a b L'analista del Movimento; in Gaber, Giorgio, il Signor G. Raccontato da intellettuali, amici, artisti, a cura di Andrea Pedrinelli, Kowalski, Milano, 2008, p. 90. ISBN 978-88-7496-754-4
  2. Da L'animale visionario. Elogio del radicalismo, Il Saggiatore, Milano, 1999, p. 148; citato in Luigi Fenizi, Icaro è caduto Parabola storica dell'utopia moderna, Bardi Editore, Roma, 2003, nota 306, p. 379.

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