Sé
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Citazioni sul sé.
Citazioni
[modifica]- Il Sé è probabilmente questa complessiva capacità di cogliersi in modo unitario e costante come flusso di coscienza incarnato nel tempo. (Alberto Giovanni Biuso)
- Il sé può essere definito un principio interiore di guida, distinto dalla personalità conscia, e tale che può essere individuato solo tramite l'interpretazione dei sogni dei vari soggetti. I sogni dimostrano che esso è il centro regolatore che determina la maturazione e l'espansione costante della personalità. Ma questo elemento così ampio, in cui sembra incentrarsi quasi la totalità della psiche, si rivela, a tutta prima, solo come una possibilità innata. Può emergere lentissimamente, o può svilupparsi, in maniera relativamente completa, solo nel corso dell'intero ciclo vitale del soggetto. Fino a che punto, in concreto, esso possa svilupparsi dipende dalla circostanza che l'ego sia, o meno, disposto a seguire i messaggi che gli giungono dal sé. (Marie-Louise von Franz)
- Quando l'uomo si è incarnato per la prima volta ha potuto guardare in alto a uno spirito superiore e dirsi: "tu devi diventare come lui che ti guida di incarnazione in incarnazione". Che si dica: "l'uomo guarda in alto al suo Sé superiore al quale deve diventare sempre più simile"; oppure che si dica, nel senso dell'esoterismo cristiano: "l'uomo guarda in alto a un Angelo come a un grande modello", si tratta fondamentalmente della stessa cosa. (Rudolf Steiner)
- Solo nell'amore di sé c'è la voglia di rigenerarsi. (Austin Osman Spare)
- C'è il corpo e c'è il Sé. In mezzo c'è la mente, in cui il Sé si riflette come "Io sono". Ma la mente esclude di essere il Sé, e si scambia per il corpo, per molte ragioni: perché è imperfetta, rozza, irrequieta, scriteriata e ottusa. Però basta purificarla per farle scorgere la sua identità con il Sé. Quando la mente s'immerge nel Sé, il corpo non presenta problemi. Rimane ciò che è, un mezzo per conoscere e agire, ed esprimere il fuoco creativo che è dentro. Il suo valore ultimo è far scoprire il corpo cosmico, che è l'universo nella sua interezza.
- Convinciti della cosa essenziale, che il mondo e il sé sono tutt'uno.
- Da tempo immemorabile ami te stesso, ma mai in modo sapiente. Poni il corpo e la mente accortamente al servizio del sé, che è tutto. Sii schietto con lui, amalo incondizionatamente. Non fingere di amare gli altri come te stesso. A meno che non li abbia resi tutt'uno con te, non puoi amarli. Il tuo amore per gli altri è il frutto, non la causa, dell'autoconoscenza. Quando ti sarai pienamente convinto che un'unica vita pervade ciò che è, e che tu sei quella vita, amerai tutto naturalmente e con spontaneità. Quando avrai afferrato la profondità e la pienezza del tuo amore per te, saprai che ogni essere vivente e l'universo intero sono inclusi nel tuo affetto.
- Finché l'osservatore – il sé interno e "superiore" – si ritiene diverso dall'osservato – il sé "inferiore" – e lo disprezza e condanna, la situazione è disperata. Solo quando l'osservatore (vyakta) accetta la persona (vyakti) come una proiezione o manifestazione di sé e, per così dire, ingloba se stesso nel Sé, la dualità "io-questo" scompare, e la Realtà si manifesta nell'identità di esterioreinteriore. Questa unione dell'osservatore e dell'osservato si ha quando l'osservatore diviene consapevole di sé come osservatore: non solo gl'interessa l'osservato, che è comunque lui stesso, ma l'interesse in sé e per sé, l'attenzione all'attenzione, la coscienza della consapevolezza. Questa consapevolezza amorevole è il fattore cruciale che mette a fuoco la Realtà.
- Finché non hai fatto degli sforzi tremendi, non ti convinci che ogni sforzo è inutile. Il sé è tanto sicuro di se stesso che cede solo se viene irreversibilmente scoraggiato. Un mero convincimento verbale non basta. Solo i duri fatti possono mostrare l'assoluta inanità dell'immagine che ci si fa di se stessi.
- Hai appreso tante parole, ne hai dette altrettante. Conosci tutto ma non te stesso, poiché il sé non si conosce a parole: solo l'intuizione diretta lo rivela. Guarda, cerca dentro.
- – Il desiderio di trovare il sé sarà colmato purché non desideri altro. Devi essere molto onesto con te stesso, e disinteressarti di tutto il resto. Se continui ad alimentare i desideri, e ti impegni per appagarli, il tuo scopo principale subirà un ritardo. Va' dentro, non deviare, non volgerti mai all'esterno.
– Ma i desideri e le paure sono ancora qui.
– Appena scoprirai che la loro radice è nell'attesa nata dalla memoria, cesseranno di ossessionarti. - Il sé interno scruta e attende che il figlio torni al padre. Al momento giusto, dispone tutto con affetto e efficienza. Se occorre un messaggero o una guida, manda il maestro a espletare il necessario.
- Quando avrai capito che non sei nulla di percepibile o concepibile, e che tutto ciò che appare nel campo della coscienza non può essere te, ti dedicherai a sradicare ogni auto-identificazione, perché questa è la sola via per incontrare te stesso. Letteralmente è la spinta all'indietro che ti fa andare avanti: lo stesso principio del motore a reazione. Sapere che non sei né nel corpo né nella mente anche se consapevole di ambedue, è già l'autoconoscenza.
- Tutto ciò che si può dire della persona non è il sé, né si può dire nulla del sé che non riguardi la persona, com'è, come sarebbe, come dovrebbe essere. Tutti gli attributi sono personali. Il reale è al di là di qualunque attributo.