Salvatore Gaetani

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Salvatore Gaetani di Castelmola (1883 – 1967), storico, filologo e filosofo italiano.

Citazioni di Salvatore Gaetani[modifica]

  • [...] questa nostra cucina è povera, è vero, ma è ad un tempo ghiottissima. Essa è semplice ma geniale, ed il rosso fiammante della salsa di pomodoro ne è il suo colore di fondo. (da Apud Neapolim, edizione Montanino, Napoli, senza data, citato in Vittorio Gleijeses, Feste, Farina e Forca, prefazione (all'edizione del 1976) di Michele Prisco, Società Editrice Napoletana, Napoli, 19773 riveduta e aggiornata, p. 213.)

Courte et bonne[modifica]

Incipit[modifica]

Un gentiluomo napoletano della seconda metà dell'Ottocento, il principe di Melissano, Alberto Caracciolo, soleva dire che la vita doveva essere courte et bonne, e, fedele al suo programma, quando gli esauriti mezzi finanziari non gli consentirono più di menare quella sregolata esistenza di lusso, a soli quaranta anni si ammazzò a Parigi.
Veramente, sul principio della sua vita Alberto Caracciolo non si chiamava così. Frutto di un amore illegittimo, allo stato civile venne denunciato col solo cognome della madre; si chiamò quindi Alberto Buccino.

Citazioni[modifica]

  • Era allora Napoli in un periodo di grande splendore. La sua vecchia aristocrazia, nella quale s'intrecciavano con la boriosità spagnola e l'argutezza francese l'innato senso estetico della Magna Grecia, era fra le prime d'Europa. Briosa, svagata, scapigliata, elegante, vi si alernavano splendide feste a chiassose mattane, spettacoli di eccezione a banchetti pantagruelici, gite a Capri, ad Ischia, sul Vesuvio. (p. 22)
  • Era il tempo in cui nella cosiddetta buona società ci si batteva per un nonnulla, per dar prova di coraggio, di eleganza, di bravura. Inoltre in Napoli la scherma aveva tradizioni secolari: la sua Grande Accademia dettava leggi. (p. 22)
  • Fuoreggiava in quegli anni in Europa una danzatrice russa, bellissima e di altissima nascita, se bene irregolare, Sacha Lansoff. Bandita dalla Russia per ordine dello Zar, al quale aveva riferito di una furiosa passione per lei di un granduca, la bionda slava venne ad esibirsi per due mesi a Napoli. La sera del suo debutto, per non so quale futile motivo, un gruppo di giovani eleganti decise, dopo il primo atto, di fischiare l'artista. Ed ecco che il nostro popolare e temutissimo Melissano ne diventa ad un tratto il paladino, gridando eccitatissimo: Al primo che fischia, taglio le orecchie. La battuta sortì il suo effetto, ed invece di fischi la divetta fu coperta di applausi deliranti per la sua arte e per la sua bellezza. (p. 22)

[Salvatore Gaetani, Courte et bonne, Historia, n. 9, agosto 1958, Cino Del Duca Editore]

Bibliografia[modifica]

  • Salvatore Gaetani, Apud Neapolim... Montanino Editore, Napoli.

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