Salvo Sottile

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Salvo Sottile nel 2010

Salvo Sottile (1973 – vivente), giornalista e scrittore italiano.

Maqeda[modifica]

Incipit[modifica]

Ora lo posso dire. Credo di non aver mai vissuto una sola volta. Ne ho vissute tante e tutte insieme. Intense e grame, spericolate oppure sospese, qualcuna amara qualcun'altra agrodolce, forse nessuna davvero felice. Sono stato tanti uomini, la mia esistenza è il riassunto di tanti copioni incollati, di tante recite incrociate da cui sono fuggito un attimo prima che calasse il sipario.

Citazioni[modifica]

  • I più prepotenti, gli scanazzati, andavano a caccia dei più deboli e timidi, quelli che non tiravano fuori le unghie e diventano giocoforza bersaglio, passatempi per ridere, sforarsi, per non pensare a quell'anno lontano da casa. Le prime amicizie o antipatie importanti tra commilitoni non nascevano mai nelle camerate ma lì dentro gli scompartimenti del treno. (p. 41)
  • Scesi dall'auto e iniziai a vomitare. Tornai indietro per rassicurarmi che respirasse ancora. Era lì, ranicchiata sul sedile. Aveva smesso di contorcersi, di bestemmiare. Ora stava bene, di certo stava meglio di prima: immobile, mi guardava implorante, gli occhi come due fessure, un ghigno disegnato sul viso. Non aveva nessun imbarazzo, nessuna vergogna. All'inizio mi aveva fatto schifo, ora cominciava a farmi pena, quasi tenerezza. Più passavano i minuti più mi accorgevo che cambiava, diventava sempre più pallida, la pelle sempre più bianca. Forse qualcosa stava andando storto. (p. 53)

Bibliografia[modifica]

Voci correlate[modifica]

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