Sara Durantini

Sara Durantini (1984 – vivente), scrittrice italiana.
Citazioni di Sara Durantini
[modifica]- Annie Ernaux è stata la scrittrice che ha orientato il mio cammino, prima attraverso le sue pagine, poi, tre anni fa, durante l'incontro a casa sua, quando le nostre voci si sono finalmente intrecciate nel dialogo. Da allora, ci scambiamo parole che continuano a risuonare in me, parole scritte in email che custodisco con cura. La sua scrittura ha toccato corde profonde dentro di me, corde che, vent'anni fa, al mio primo incontro con i suoi libri, non riuscivo ancora a decifrare ma che sentivo vibrare con forza. Col tempo, ho compreso il significato intimo e profondo che la sua opera evocava, ed evoca tuttora, in me.
Altre scrittrici hanno lasciato un'impronta indelebile nel mio percorso. Colette, tra le prime scrittrici che ho letto da giovanissima e che non ho più lasciato; Marguerite Duras per tutto ciò che sottende ogni sua parola; Virginia Woolf, Anais Nin, Nathalie Léger, Sylvia Plath, Simone de Beauvoir, Alice Munro... Ognuna di loro ha contribuito a farmi diventare la donna che sono oggi. Le pagine che hanno scritto mi hanno segnata profondamente.[1] - La scrittura al femminile ha delle peculiarità che emergono fin dall'atto stesso del mettere parole sulla pagina. Quando a scrivere è una donna, il gesto nasce da un'esperienza storica, sociale e intima diversa rispetto a quella dell'uomo.
È una scrittura che affonda le sue radici in una condizione di marginalità e silenzio, in quella posizione subalterna a cui le donne sono state relegate per secoli, spesso costrette a tacere o a nascondere il proprio sentire. In molte autrici, il viaggio nel "tacere femminile" è diventato uno spazio di rivelazione. La loro scrittura si è trasformata in una voce potente, capace di esprimere un destino comune, un sentire collettivo e stratificato che è, a tutti gli effetti, un 'femminile plurale'.
[...] C'è un filo invisibile che lega le scrittrici, una genealogia femminile che si esprime attraverso le parole e che attraversa generazioni e culture. È una rete di voci, corpi e storie che porta con sé la memoria e la forza di chi ha scritto prima di noi. Questa catena invisibile ci connette, unendo i frammenti di un'identità collettiva che ogni scrittrice arricchisce con il proprio contributo, riscrivendo e riscoprendo una storia al femminile che non è mai stata completamente raccontata.[2] - Oggi si parla e si dibatte attorno alla letteratura femminile, espressione che viene talvolta contestata per il rischio di creare una categorizzazione limitante o stereotipata, nella quale confinare una scrittrice rispetto alla "letteratura universale" o maschile. A detta della scrivente, è importante, se non necessario, parlarne dal momento che è stata proprio la storia a silenziare la voce letteraria e creativa delle donne per troppo tempo.
Personalmente sono legata a questa espressione per diversi motivi. Il primo è storico e ontologico. Parlare di scrittura femminile significa, come già insegnava Hélène Cixous, parlare di ciò che fa accadere questo tipo di scrittura, "scrivere delle donne e portare le donne alla scrittura, da cui sono state allontanate con la stessa violenza che dai loro corpi", significa anche che la donna, mi rifaccio nuovamente a Cixous, acquisisce e successivamente costruisce la propria soggettività e quindi si immette nel testo, così come nel mondo e nella storia, a partire dai suoi valori. Sono legata a questa espressione anche per motivi linguistici. Per secoli si è operata una vera e propria soppressione della voce femminile, lasciando alle donne solo una lingua presa in prestito dal maschile. Eppure, la lingua originaria, che nasce dalla madre, un pre-linguaggio inconscio e profondamente influenzato dal rapporto col materno, rischia di venire lacerato, deturpato, con la crescita, nel momento in cui ci si inserisce nel mondo permeato da strutture fortemente patriarcali dove il modello prevalente è maschile (e rappresenta un certo tipo di maschio).[3]
Annie Ernaux. Ritratto di una vita
[modifica]La prima volta che ho sentito la sua voce avevo vent'anni. Era limpida e splendente. Mi ha conquistata scivolando sul mio corpo incantato dalla giovinezza. Fra tutte le voci di scrittrici lette, immaginate, cercate, ascoltate, è quella di Annie Ernaux che mi ha sedotta, in un lontano autunno di vento e pioggia del 2004.
Ho amato la scrittura di questa donna. Un piacere che mi ha attraversata, anima e corpo. Pervasa dalla sua esistenza, ho messo in fila gli accadimenti, li ho raccontati seguendo un ordine emotivo e cronologico. Mi sono districata tra gli eventi di una vita che non è la mia. Ho sperimentato l'attrazione dal suo vissuto al mio, dai suoi luoghi ai miei riproducendo realisticamente la sua esistenza come se mi appartenesse.
Mentre scrivo ripenso a un'intervista di Oriana Fallaci dell'ottobre del 1975 in cui sosteneva di non essere la donna del libro, ma forse di assomigliarle come qualsiasi donna che oggi lavora, pensa e vive da sola.
Pampaluna
[modifica]La prima volta che ho sentito parlare di Pampaluna è stato in un tempo lontano, quando vivevo lo scorrere dei giorni aspettando il passaggio delle stagioni. Prima della caduta del Muro di Berlino, dello scoppio della Guerra del Golfo, prima che la parola 'Padania' entrasse nel vocabolario comune. Nella luce livida intrappolata nelle crepe del muro della casa cantoniera sulle rive del fiume Oglio, una voce intimò il ritorno a casa. Non ricordo il volto, la sagoma del corpo, il taglio degli occhi. La mia memoria ha conservato solamente quella voce baritonale.
Dicono che le sue braccia fossero protese verso di me. Non fece in tempo a sentire il battito del mio cuore.
Credo che il mio dolore abbia origine da quell'abbraccio mancato.
La ferita del ricordo mi ha abitata fin dai primi anni della mia esistenza.
Per molto tempo, sono stata un corpo senza storia.
Dimenticata.
Esclusa.
L'orrore dell'oblio.
Note
[modifica]- ↑ Dall'intervista di Sara Costanzi, L'Umbria che scrive. A tu per tu con Sara Durantini, umbria.tag24.it, 31 agosto 2024.
- ↑ Dall'intervista di Caterina Della Torre, Sara Durantini – scrittrice e autrice, dols.it, 6 novembre 2024.
- ↑ Dall'intervista Sara Durantini: cos'è la letteratura femminile, daliaedizioni.it.
Bibliografia
[modifica]- Sara Durantini, Annie Ernaux. Ritratto di una vita, deiMerangoli editrice, 2022. ISBN 978-8898981984
- Sara Durantini, Pampaluna, Dalia edizioni, 2024. ISBN 978-88-99207-69-4
Altri progetti
[modifica]
Wikipedia contiene una voce riguardante Sara Durantini
Commons contiene immagini o altri file su Sara Durantini