Scandalo Telecom-Sismi

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Citazioni sullo Scandalo Telecom-Sismi.

  • Ebbene sì, controllavamo i telefoni della Fc Juventus, della Gea, della Football Management, del signor Ceniccola e utenze della Figc. Potevo farlo entrando nel sistema Radar: mi diedero l'opportunità di vedere i contatti telefonici, di prendere appunti, senza essere in alcun modo rintracciabile e con il divieto assoluto di stampare quei tabulati che poi consegnavo ai miei superiori.[1] (Caterina Agata Plateo, dipendente Telecom del 2000 al 2004 e testimone al processo Telecom-Cismi)
  • [...] che Tavaroli gestisse pratiche di questo genere nel suo singolare interesse è altamente improbabile. Ci troviamo di fronte a una gravissima intromissione nella vita privata delle persone e a un tentativo di captazione occulta di dati e notizie riservate, mosse da logiche puramente partigiane, nella contrapposizione tra blocchi di potere economico e finanziario. Logiche che tendono a beneficiare non già l'azienda come tale, ma colui che, in un dato momento storico, ne è il proprietario di controllo. (Dott. Giuseppe Gennari, Giudice per le indagini preliminari – GIP)[2]
  • Osserviamo anche il riemergere di una tipologia di investigazioni che, in modo difficilmente revocabile in dubbio, rispondevano a esigenze dei vertici e della proprietà aziendale". (Dott. Giuseppe Gennari, Giudice per le indagini preliminari – GIP).[3]
  • Nessuno avrà interesse a celebrare il "processo Telecom". Nessuno: né i pubblici ministeri, né gli imputati, né la Telecom vecchia, né la Telecom nuova. Ma io non sono e non farò né accetterò mai di essere il capro espiatorio di questo affare. Io vorrò con tutte le mie forze il processo e nel processo vorrò vederli in faccia ripetere quel che hanno riferito ai magistrati. Il mio vantaggio è che tutti – tutti – hanno mentito in questa storia, e io sono in grado di dimostrare che le informazioni che ho raccolto sono state distribuite in azienda perché commissionate dall'azienda e nel suo interesse… Ne ho sentite di tutti i colori. Come Marco Tronchetti Provera che nega di aver mai avuto conti all'estero, come se non sapessi che per lo meno fino al 2006 i suoi conti erano a Montecarlo. (Giuliano Tavaroli).[4]
  • Sono molto contento e soddisfatto della conclusione cui sono arrivati i giudici dopo tre anni e mezzo di indagine. Dopo che sono stati sentiti centinaia di testimoni, viste migliaia di carte, è emersa con chiarezza la verità. Questo è un dato estremamente importante. Sono peraltro sconcertato che continui una campagna che, malgrado ogni evidenza, cerchi di alterare la verità. Questo è davvero inaccettabile, è qualche cosa di incomprensibile. (Marco Tronchetti Provera – ex presidente e azionista di riferimento di Telecom – al Tg2)[5]
  • Una trama allarmante di acquisizione di informazioni riservate da utilizzare contro importanti personaggi dell' imprenditoria, del giornalismo e della politica italiana, prima di incontri che l'alta dirigenza del gruppo aveva in programma con questi personaggi. (Tribunale del Riesame di Milano)[6]
  • Sono stato in tutta evidenza strumentalizzato e poi messo da parte... Nel corso degli interrogatori ho più volte e reiteratamente invitato il PM a svolgere tutte le indagini utili, per verificare la realtà di quanto io gli avevo dichiarato, attraverso esami testimoniali; indagini bancarie; verifiche circa l'agenda del dottor Marco Tronchetti Provera per accertare la eventuale coincidenza tra l'oggetto delle investigazioni e gli incontri che avrebbe di lì a poco effettuato: nulla di ciò è stato fatto, ed io mi ritrovo ad essere imputato, sostanzialmente da solo. [...] Questo è il motivo per cui ritengo che [...] tali prove siano decisive ai fini della sentenza, che auspico, in questa sede, di non luogo a procedere, con particolare riferimento alle condotte appropriative che mi sono contestate, e che respingo nel modo più fermo. Faccio appello alla Sua sensibilità, Signor Giudice, a che sia ristabilita, già da questa udienza, la verità dei fatti, e attraverso le verità sia recuperata la giustizia e da ultimo, per quel che mi riguarda, il mio onore. (Emanuele Cipriani investigatore privato)[7]
  • La nostra fortuna è avere un giudice rigoroso ed equilibrato. A questo giudice ci rivolgeremo e da questo giudice attendiamo giustizia [...]. Sono emersi una serie di reati infiniti, un'estensione a livello di sistema di una commissione di reati che non hanno nulla a che vedere con le attività svolte dalle società anche perché ci sono reati di appropriazione indebita commessi da taluni soggetti interni alle società ai danni delle stesse. Di tutto questo ne sta rispondendo soltanto Cipriani e coloro i quali sono concorrenti per loro stessa ammissione risultano testimoni o addirittura parti lese. Noi ci auguriamo che emergano verità e giustizia. (Francesco Caroleo Grimaldi, avvocato difensore di Emanuele Cipriani).[8]
  • Non mi si venga a dire che nessuno sapeva nulla; anzi che ho rubato e Marco Tronchetti Provera, primo beneficiario diretto e indiretto, mi si presenti come vittima: questo è inaccettabile!... Non ho problemi ad ammettere, come ho sempre fatto, che talune di queste attività contenevano segmenti di accertamento svolti con mezzi illeciti, ma tutte erano sviluppate su richiesta delle società Pirelli e Telecom per relative operazioni di business, come per relazioni di interesse personale di Tronchetti o di persone a lui strettamente "legate"... Né Telecom né Pirelli hanno mai formalizzato alcuna denuncia di appropriazione indebita nei miei confronti. (Emanuele Cipriani, investigatore privato)[9]
  • Cipriani si contraddice. È la stessa persona che aveva detto che non mi conosceva, poi poche settimane fa ha detto che mi conosceva. Ed è la stessa persona che ha chiesto di transare per 4 milioni di euro. Le società hanno rifiutato e ora si dichiara innocente. (Marco Tronchetti Provera) – ex presidente e azionista di riferimento di Telecom – a Walter Galbiati per La Repubblica, 10.04.2010[10]

Note[modifica]

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