Publio Cornelio Scipione Emiliano

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Publio Cornelio Scipione Emiliano detto Scipione l'Emiliano (185 a.C. – 129 a.C.), militare e politico romano.

Attribuite[modifica]

  • Quando avrai imparato a fare della tua spada un vallo, allora smetterai di portarti dietro il vallo![1] (citato in Tito Livio, sommario del libro LVI; 1997)
Cum gladio te vallare scieris, vallum ferre desinito.

Citazioni su Scipione l'Emiliano[modifica]

  • Publio Cornelio Scipione Emiliano ridiede all'esercito una rigorossima disciplina militare, scacciando dal campo 2000 prostitute. (Tito Livio)
  • [Scipione l'Emiliano nell'atto di distruggere Cartagine] distogliendosi da questa e prendendomi la mano destra disse: «Polibio, è un glorioso momento, è vero, ma, non so come, io ho paura, e già vedo il momento in cui un altro darà lo stesso ordine contro la nostra patria». Certo non è facile pronunciare una frase che abbia più forza e intelligenza di questa. Infatti riuscire, nel momento del proprio più grande trionfo e della sventura dei nemici, ad acquistare consapevolezza della propria condizione e della situazione contraria e insomma avere ben presente nelle circostanze favorevoli l'instabilità della Sorte, è proprio di un uomo grande e perfetto, e in una parola degno di essere ricordato. (Polibio)

Note[modifica]

  1. Frase proverbiale rivolta ai soldati che procedevano con i paletti per la costruzione, a fatica sotto questo peso. L'espressione sta a significare sia che la difesa può non occorrere se dotati di buon attacco, ma anche che non ci si deve rinchiudere per paura o fiacchezza negli accampamenti sicuri, ma bisogna affrontare il nemico corpo a corpo.

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