Selinunte
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Citazioni su Selinunte, antica città greca della Sicilia.
- Dovevo recarmi a Selinunte: presi informazioni necessarie su tutto quanto concerne questa città fiorente un tempo e oggi completamente in rovina. Se ne scorgono facilmente i resti a sud di Castel Vetrano. Me li fecero osservare dai confini di una ricca campagna coperta di colture di ogni genere e soprattutto di alberi da frutta, che affascinavano lo sguardo per la varietà delle forme e dei colori. Il mare chiude maestosamente la prospettiva. Sulla riva si sgorgono le colonne di un tempio, il più grande dell'antica Selinunte, che dominano tutto ciò che circonda. La gente del paese le chiama Pilieri giganti, le colonne dei giganti, per la loro smisurata grandezza. (Jean Pierre Louis Laurent Hoüel)
- Là dove fu Selinunte la spiaggia deserta e il colore unico del paesaggio lasciano in tutti una impressione che non si dimentica. Il senso di morte che a volte emana dalle rovine non è qui superato dalla vicinanza di un centro abitato, poiché non può dirsi tale il branco di case di Marinella, appartato presso la stazione. Anche la mancanza dei nomi delle divinità di ciascuno dei templi, che sono contrassegnati ora da nude e fredde lettere: A, B, C, D, E, F, G. O, concorre ad accrescere l'impressione di squallore, mentre la mente a stento ricompone l'antica grandezza. (Carlo Picchio)
- Quelle rovine recano più che le traccia di un sisma, i segni di una rabbia convulsa di milioni di uomini accaniti nella distruzione, che han fatto tracollare fino all'ultimo tamburo delle colonne, non lasciandone in piedi che una sola, ritta come un trofeo al di sopra della rovina di tutto il resto. (Albert t'Serstevens)
- Questa città, secondo la testimonianza di Strabone e di Tucidide, fu eretta nella 35.ª olimpiade, ossia 640 anni prima di G. C., da una colonia che dalla loro città sotto un capo di nome Pamilio vi aveano spedito i Megaresi, i quali un secolo prima erano in Sicilia dalla Grecia venuti. Essa tanto crebbe in potere ed in magnificenza, che nella 50.ª olimpiade, ossia anni sessanta dopo la sua fondazione, potè portare la guerra a' Segestani, una delle più forti nazioni siciliane d'allora. Sembra che questi due Stati siano vissuti in costante inimicizia, almeno come Diodoro e Tucidide rapportano. (Friederich Münter)
- Sette templi, di cui cinque enormi, son là, giacenti sotto il sole; il diametro delle colonne arriva a m. 3,32 e da per tutto questi mirabili capitelli dorici, la più bella cosa che l'uomo abbia mai inventato! In nessuna parte si può comprendere meglio che qui, passo passo, i progressi di queste curve divine che arrivano alla perfezione. Ogni prova, ogni tentativo è visibile e, cosa più straordinaria di tutto il resto!, quando i creatori di quest'arte meravigliosa ebbero realizzato la perfezione, più nulla mutarono. Ecco il miracolo che i Greci soltanto han saputo fare: trovare l'ideale ed una volta che l'abbiano trovato aderirvi pienamente. (Ernest Renan)
- Trovo in queste rovine la prova più formale della inconseguenza, per non dire di più, di quei pretesi sapienti che si chiamano archeologi. (Albert t'Serstevens)
- Una colonia di Megara, partita dall'Attica sotto la condotta di Pammilo, giunse in Sicilia, e si fermò presso la foce del fiume Selinus (ora Madiani). Allettata dalla sua posizione utilissima al commercio, e dalla vicinanza dell'Africa, vi edificò una città nella cinquantesima olimpiade (cinquecento settantasei anni innanzi Gesù Cristo), e la chiamò Selinonte, dal nome del fiume; questa città prosperò rapidamente, e divenne una delle più ricche della Sicilia. (Auguste Marmont)
- Vedremo noi Selinunte? Era questa la domanda che ci ponevamo dopo che la fregata aveva doppiato Marsala (il capo Lilibeo). Selinunte non potrebbe essere visitata che per mare. Ora questa costa senza un porto, presenta grosse difficoltà ad un naviglio di notevoli dimensioni. (Ernest Renan)