Sergo Anastasi Mikojan

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Sergo Anastasi Mikojan (1929 – 2010), storico sovietico.

Citazioni di Sergo Mikojan[modifica]

Da «Noi figli del Cremlino negli anni di Stalin»

La Stampa, 2 novembre 1989.

  • [Sulla vita nel Cremlino] La vita era al di fuori delle mura. Le strade e le piazze dentro la cinta del Cremlino erano sempre vuote, c'erano solo guardie. L'atmosfera era tale che le domestiche avevano paura di incontrare per caso qualche personaggio importante.
  • [Sulle grandi purghe] Dappertutto si pronunciavano nomi che ci erano familiari, e si diceva che erano «nemici». Ricordo che mia madre tagliava via con le forbici da libri e giornali i ritratti e le fotografie dei «nemici del popolo». Forse non credeva a tutte le accuse, ma che significava quella fretta di tagliare le foto, se non paura?
  • [Su Iosif Stalin] Lo ricordo come un uomo di bassa statura e con i movimenti lenti, che camminava sempre davanti a tutti. [...] Prima che morisse, mio padre ne parlava poco.
  • Mi vergogno a confessare che sono stato uno stalinista convinto fino alla sua morte e anche un poco dopo, nonostante le repressioni abbiano colpito la mia famiglia. [...] Davo la colpa alla gente che abusava della sua fiducia, pensavo lo ingannassero. Il giorno della sua morte per me fu un grave lutto, al contrario di mio padre che, mi accorsi provò sollievo.
  • [Su Anastas Ivanovič Mikojan] Lo rispettavamo tutti molto, e lo rispetto ancora, nonostante riconosca le sue grandi responsabilità e consideri spesso «senza principi» il suo comportamento. Credo che sia stato costretto a commettere azioni senza principi. Ognuno di noi ha qualche cosa di cui vergognarsi e lui ne aveva parecchie, ma le circostanze erano tali che non poteva cambiar nulla.
  • [Su Nikita Sergeevič Chruščёv] Simpatico ma imprevedibile, irascibile, testardo, convinto di sapere anche cose di cui non aveva la minima idea: siccome era capo del partito credeva di intendersi di tutto.
  • Breznev non sembrava affatto ambizioso, e tutti lo consideravano una figura provvisoria, un debole, erano convinti che sarebbe sparito dalla scena presto.
  • Nonostante tutto Stalin cercava di fare il possibile per non danneggiare l'immagine di leader incorrotto. La modestia personale veniva stimolata e la corruzione restava a livelli più bassi.
  • Sotto Stalin il potere aveva un'immagine religiosa, con Krusciov si è abbassato alla gente semplice. Su di lui hanno cominciato a circolare barzellette, segno che la mistica del potere era sparita. Con Breznev il potere è diventato caricatura: lo deridevano tutti, perfino i ragazzini a scuola, mio figlio tornava con barzellette sempre nuove. Una aveva molta fortuna, quella dove Breznev accoglie la Thatcher e incomincia a leggere: «Cara signora Gandhi»; lo interrompono e gli dicono che si tratta della Thatcher, ma lui ripete «Cara signora Gandhi», e così via fino a che si stizzisce e rispondere: «Lo vedo chi è, ma qui c'è scritto Gandhi».

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