Leonid Il'ič Brežnev

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Leonid Il'ič Brežnev

Leonid Il'ič Brežnev (1906 - 1982), militare e politico sovietico.

La via leninista, vol. II[modifica]

  • Il processo rivoluzionario mondiale si sviluppa irresistibilmente e al suo centro vi è la lotta dei due principali sistemi sociali del nostro secolo, quello socialista e quello capitalista. (da un discorso a Varsavia, 12 novembre 1968)
  • La potenza del campo socialista è attualmente tale che gli imperialisti temono una disfatta militare nel caso di uno scontro diretto, che non va escluso. Occorre però rilevare che, nelle nuove condizioni, gli imperialisti usano sempre più frequentemente un'altra tattica, più perfida. Essi cercano gli anelli deboli del fronte socialista, puntano su un lavoro ideologico eversivo al suo interno, tentano di influire sullo sviluppo economico di questi paesi, di seminare zizzania, di introdurre delle fratture fra di essi, di incoraggiare e di fomentare i sentimenti e le tendenze nazionalistiche; mirano ad isolare singoli Stati socialisti per prenderli poi alla gola uno per uno. Insomma, l'imperialismo tenta di minare la saldezza del socialismo proprio in quanto sistema mondiale. (da un discorso a Varsavia, 12 novembre 1968)
  • L'esperienza dello sviluppo e della lotta che si è avuta negli ultimi anni nei paesi socialisti in queste nuove condizioni, compresa la recente galvanizzazione delle forze ostili al socialismo in Cecoslovacchia, ricorda con nuovo vigore ai comunisti dei paesi socialisti quanto sia importante non dimenticare nemmeno per un istante talune importantissime verità confermate dalla storia. (da un discorso a Varsavia, 12 novembre 1968)
  • Un partito armato della teoria marxista-leninista e rispettoso della volontà della classe operaia e di tutti i lavoratori è una forza decisiva nella lotta per il socialismo e il comunismo. Al tempo stesso, rappresenta la migliore garanzia che, nello sviluppo della società socialista, saranno pienamente salvaguardati gli interessi di tutte le classi lavoratrici in armonia con quelli degli altri strati sociali. (da un discorso a Varsavia, 12 novembre 1968)
  • L'obiettivo principale dell'imperialismo è la divisione dei paesi socialisti, l'indebolimento della nostra unità. La solidarietà dei nostri paesi è un colpo a queste speranze del nemico. E questa solidarietà sta riportando magnifiche vittorie. Ne è un esempio il Vietnam, la cui lunga eroica lotta contro le forze armate della maggiore potenza imperialistica sarebbe stata impossibile senza un attivo ed efficace aiuto dell'Unione Sovietica, della Polonia e degli altri paesi socialisti. La grande vittoria riportata recentemente dal popolo vietnamita, che ha costretto i dirigenti degli USA a cessare i bombardamenti e le altre azioni militari contro l'intero territorio della Repubblica democratica del Vietnam, costituisce al tempo stesso, come rilevano gli stessi amici vietnamiti, una grande vittoria del campo socialista e di tutte le forze della pace del mondo. (da un discorso a Varsavia, 12 novembre 1968)
  • Gli Stati socialisti sostengono il rigoroso rispetto della sovranità di tutti i paesi. Noi ci schieriamo risolutamente contro l'intervento negli affari interni di qualsiasi Stato, contro la violazione della sua sovranità. (da un discorso a Varsavia, 12 novembre 1968)
  • È ben noto che l'Unione sovietica ha fatto non poco per l'effettivo rafforzamento della sovranità e dell'indipendenza dei paesi socialisti. (da un discorso a Varsavia, 12 novembre 1968)
  • Le idee del comunismo predominano nel nostro secolo. La propaganda borghese non si è forse mai occupata così attivamente dei problemi del comunismo come ai nostri giorni. È evidente che la borghesia teme l'ulteriore estendersi del movimento comunista, il quale ha già ottenuto uno sviluppo mondiale, ha riportato importanti vittorie e, facendo trionfare il socialismo in paesi di tre continenti, ha dimostrato di saper realizzare nella pratica i suoi princìpi e i suoi ideali. (da un discorso a Varsavia, 12 novembre 1968)
  • A quali limiti possano giungere i revisionisti che agiscono sotto la copertura di una fraseologia di sinistra è mostrato dalla politica del gruppo di Mao Tse-tung. S'intende, tutte queste deformazioni sono profondamente estranee ai veri comunisti, fedeli al marxismo-leninismo. (da un discorso a Varsavia, 12 novembre 1968)
  • Con l'eroico lavoro di questi anni i sovietici, stretti attorno al partito di Lenin, hanno creato nel nostro paese un'economia moderna che per il volume della sua produzione si è piazzata già da tempo al secondo posto nel mondo, e per una serie di importanti settori anche al primo. (da un discorso a Varsavia, 12 novembre 1968)
  • Nel nostro paese gli operai, i contadini, gli intellettuali lavorano con grande entusiasmo, il che permette un continuo rafforzamento dell'unità morale e politica della società sovietica, la sua coesione intorno al partito. (da un discorso a Varsavia, 12 novembre 1968)
  • Il Partito comunista dell'Unione Sovietica ritiene che oggi uno dei nostri compiti più importanti sia quello di accelerare il progresso tecnico-scientifico, di armare i lavoratori delle cognizioni tecnico-scientifiche moderne, di applicare il più rapidamente possibile nella vita i risultati delle scoperte scientifiche. Ciò permetterà di utilizzare in modo più completo l'immenso potenziale creativo della nostra società socialista, accelererà sensibilmente la creazione della base materiale e tecnica del comunismo. (da un discorso a Varsavia, 12 novembre 1968)
  • Noi comunisti siamo fautori della vera democrazia e non concepiamo senza di essa un movimento in avanti. (da un discorso a Varsavia, 12 novembre 1968)

Citazioni su Leonid Il'ič Brežnev[modifica]

  • A parte ogni differenza ideologica, non posso impedirmi di nutrire una sincera ammirazione per Breznev, che è innegabilmente un diplomatico impareggiabile. (Mohammad Reza Pahlavi)
  • Breznev e compari si sbarazzarono di Krusciov per difendere la politica e l’ideologia revisionista dal discredito e dalla denuncia di cui erano oggetto a causa dei suoi comportamenti e delle sue azioni insensate, delle sue stravaganze e dei suoi gesti poco opportuni. Breznev non rinnegò assolutamente il krusciovismo, i rapporti e le decisioni del XX e del XXII Congresso, che sono un’incarnazione di questa corrente. Breznev però si mostrò molto ingrato verso Krusciov, che in precedenza aveva portato alle stelle, al punto che non gli trovò, alla sua morte, nemmeno un posticino nelle mura del Cremlino per deporvi le sue ceneri! (Enver Hoxha)
  • Bussai alla porta degli americani, dicendo: 'Sono dalla vostra parte, tra i nostri due paesi c'è sempre stata amicizia, l'Etiopia ha perfino inviato truppe per combattere al vostro fianco nella guerra di Corea. Ora aiutateci a ricostruire e a svilupparci'. Loro mi risposero che erano troppo impegnati con il Vietnam e non erano interessati all'Africa dal punto di vista strategico. Bussai alla porta della Cina, e la risposta fu no. Allora andai a Mosca. C'era Leonid Brežnev, mi ricordo ancora benissimo quando mi abbracciò la prima volta al Cremlino. [...] Gli spiegai la situazione e lui mi rispose: "Colonello, eccetto la bomba atomica, il mio paese è pronto a darle tutto ciò di cui crede di aver bisogno". E così fu. L'Urss ci aiutò con i fatti e non solo con le parole. Da quel momento Brežnev divenne per me come un padre. Ci siamo visti altre dodici volte, sempre in Unione Sovietica. Ogni volta, prima di parlare dei nostri problemi, gli dicevo: 'Compagno Leonid, io sono tuo figlio, ti devo tutto'. E davvero sentivo che Brežnev era come un padre. (Menghistu Hailè Mariàm)
  • – Dì un po': secondo te chi è stato il capo di stato meno affascinante?
    – Vivente o di tutti i tempi?
    – Di tutti i tempi.
    – Beh, in questo caso non c'è dubbio: Brežnev. È il primo e l'ultimo della lista. (Seinfeld)
  • Leonid Il'ič Brežnev ha rappresentato il potere per sedici anni, dopo le convulsioni del decennio chrusceviano, il fugace governo di Malenkov, l'orrido trentennio di Stalin e il mito della Russia «misera e gloriosa» di Lenin. Il periodo più recente è stato caratterizzato dalla prevalenza d'una oligarchia conservatrice, o «gerontocrazia repressiva». Brežnev è stato il fiduciario dell'oligarchia. (Alberto Ronchey)

Bibliografia[modifica]

  • L.I. Brežnev, La via leninista, vol. II, Editori Riuniti, 1974

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