Silio Italico

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La prima guerra punica

Tiberio Cazio Asconio Silio Italico (25 ca. – 101), avvocato, politico e poeta romano.

Le guerre puniche[modifica]

Incipit[modifica]

Le guerre puniche – "Canto la guerra che ha innalzato al cielo la gloria degli Eneadi e sottomesso la feroce Cartagine alle leggi dell'Enotria. O Musa, fa' che io possa evocare le splendide prove dell'antica Esperia, e quali e quanti eroi Roma generò per la guerra, quando il popolo di Cadmo, tradendo i sacri patti avviò la contesa per la supremazia sulla terra e a lungo restò incerto su quale delle due rocche la Fortuna volesse stabilire la capitale del mondo.

Citazioni[modifica]

  • Così, dapprima dilettati, tentiamo l'ascesa delle torreggianti Alpi, ci eleviamo al di sopra delle valli, e crediamo di calcare il cielo; già paiono oltrepassate le nevi eterne, e le prime nubi e montagne sembrano le ultime; ma raggiunte queste, ci accorgiamo con spavento delle fatiche che s'aggiungono in una via più lunga, la prospettiva che si dilata stanca i nostri occhi vaganti, cime s'affacciano oltre cime e dietro le Alpi sorgono altre Alpi. (III, Il passaggio delle Alpi[1])
  • La pace è la migliore delle cose che siano date di conoscere all'uomo e una sola pace è da preferire a mille trionfi.
  • Rompi gl'indugi: poco dura il grande favore della fortuna. (IV, 732)
Pelle moras; brevis est magni fortuna favoris.

Note[modifica]

  1. Citato in Mario Praz, Scala a spirale, Il Tempo, 17 settembre 1966.

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