Somānanda

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Somānanda (IX secolo), filosofo indiano.

Śivaḍṛṣti[modifica]

Incipit[modifica]

Possa Śiva, che mi ha penetrato ed è diventato una cosa sola con me, adorare Se stesso così, e per mezzo della Sua propria potenza rivelare Egli stesso la Sua natura.[1]

Citazioni[modifica]

  • Proprio come un re onnipotente e di umore giocoso per muoversi va a piedi, così anche il Signore gioca felice in corpi umani. (1, 37-38)[2]
  • Il vaso sa, poiché è parte della mia natura, e io so poiché sono della natura del vaso. Io so poiché io sono della natura di Śadāśiva, ed Egli sa poiché Egli è della mia natura. (5, 105)[3]
  • Quando Śiva, che è presente ovunque, è conosciuto anche una sola volta attraverso la salda conoscenza intuitiva che nasce dalla giusta conoscenza, dalle scritture e dalle parole del Maestro, nessun mezzo [di realizzazione] serve più a nulla e anche la contemplazione [non è più di utilità]. (7, 5b-6)[4]

Śāktavijñāna[modifica]

  • Il sommo discernimento relativo all'energia (kuṇḍalinī) comporta dunque tredici tappe. E in tutti i trattati del Trika, Śiva stesso vi fa allusione. (3)[5]
  • Se il pensiero giunge ad assorbirsi nello stesso luogo in cui l'energia ha trovato riposo, allora gli esseri dotati di certezza devono conoscere il Sé nella sua natura di Sé assoluto.
    Quando il Sé è divenuto Paramaśiva stesso, ciò costituisce appunto il cambiamento radicale, infatti esso effonde continuamente l'ambrosia celeste, Vita degli esseri umani.
    Ma la coscienza deve essere mantenuta in questo luogo, poiché la divina energia vi penetrerà di nuovo. Questo è il suo ritorno definitivo. (28-30)[5]

Citaizoni su Somānanda[modifica]

  • Somānanda ed Utpaladeva affermano tutto al contrario che tra questi due momenti [percezione e rappresentazione] non c'è differenza di qualità, ma solo di grado. Il momento discorsivo, il pensiero, non è altro se non il naturale svolgimento, l'irraggiamento del primo, in cui risiede già implicito e infuso, così come il pavone, con tutto il variopinto splendore delle sue penne, è tutto presente in potenza nell'uovo. (Raniero Gnoli)

Note[modifica]

  1. Citato in Mark Dyczkowski 2013, p. 145.
  2. Citato in Kamalakar Mishra, Tantra. Lo Śivaismo del Kaśmīr, traduzione di P. Zanoni, Lakṣmī, Savona 2012, p. 278.
  3. Citato in Mark Dyczkowski 2013, p. 78.
  4. Citato in Mark Dyczkowski 2013, p. 240.
  5. a b Citato in Lilian Silburn, La kuṇḍalinī o l'energia del profondo, traduzione di Francesco Sferra, Adelphi, 1997, parte II, cap. II.

Bibliografia[modifica]

  • Mark Dyczkowski, La dottrina della vibrazione nello śivaismo tantrico del Kashmir, traduzione di Davide Bertarello, Adelphi, 2013.

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