Differenze tra le versioni di "Alexandre Koyré"

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*Bisogna dunque – poiché secondo Descartes, la quiete possiede tanta ''realtà'' quanto il moto – non considerare piú la quiete come uno stato puramente negativo, come un'assenza di moto, movimento infinitamente lento, ecc., ecc., ma piuttosto come uno stato che possiede una realtà, una capacità di azione e di reazione positiva. Non basta dunque dire che un corpo in quiete possiede una quantità di moto uguale a zero. Bisogna dire, in aggiunta, che egli possiede una certa quantità di ''quiete''. Appunto in virtú di questa «quantità di quiete» che posseggono i corpi resistono e si oppongono alla loro «messa in movimento».<br /> Il movimento, nella fisica cartesiana, è il principio di separazione. La quiete, al contrario, è quello di unione e di coesione. È anzi il solo principio di coesione di questa fisica. Due parti che «si trovano in reciproco contatto», o anche che, semplicemente, sono in quiete una in rapporto all'altra, sono da questo stesso fatto anche unite [...]. (''ivi'', B, 2, p. 348)
*Curiosa e bizzarra concezione! Certo. E anzi, se si vuole, infelice, poiché conduce Descartes all'errore, e la fisica cartesiana a un punto morto. E tuttavia, come, anche nell'errore, la grandezza cartesiana rimane integra! Giacché la concezione cartesiana è una conseguenza logicamente inevitabile del peccato originale – ma quanto fecondo! – del cartesianesimo: della geometrizzazione ad oltranza. E solo al prezzo di una incoerenza – peccato infinitamente grave per un filosofo – Descartes avrebbe potuto evitare di cadere nell'errore.<br />Il movimento dei geometri – abbiamo visto – non è un movimento reale; e i «corpi» che anima non sono reali, non piú. Rigorosamente parlando, non sono piú in «quiete» di quanto non siano «in movimento». In ciò sta la ragione ultima per cui, creando il suo mondo, vale a dire dando un essere reale allo spazio euclideo, il Dio di Descartes è stato obbligato a crearvi tanta quiete quanto movimento vi creava. (''ibidem'', p. 350)
 
==''Lezioni su Cartesio''==
===[[Incipit]]===
Il [[mondo]] incerto<br>Tre secoli - e quali secoli! - ci separano da [[Cartesio]] e dal ''Discorso sul metodo''. Tre secoli sono molto lunghi; lunghi per la [[storia]]; per la [[scienza]], per la tecnica. Molto lunghi per la [[vita]]. Troppo poco per il [[pensiero]] [[Filosofia|filosofico]].<br>La [[filosofia]], ammettiamolo pure, fa pochi "progressi". Essa si occupa di cose semplici, semplicissime. Essa si occupa dell'[[essere]], della [[conoscenza]], dell'[[uomo]].Cose semplici e sempre attuali. Così le risposte date dai grandi filosofi a domande semplici rimangono valide per secoli e anche per migliaia di anni. L' ''attualità'' filosofica si estende quanto la filosofia stessa. E forse non c'è oggi pensiero filosofico più ''attuale'', se si esclude il pensiero di [[Platone]], di quello di Cartesio.<br>Tutti conoscono il ''Discorso'': tutti lo abbiamo letto. La nostra [[memoria]] è piena delle due frasi affascinanti, piene di ironia e di [[saggezza]]. Piene anche di "buon senso" che, piaccia o no a Cartesio, o meglio, conformemente a Cartesio, che è la cosa più rara e preziosa del mondo.
===Citazioni===
*''Il metodo'' cioè ''la via'', è la sola [[via]] che ci possa liberare dall'[[errore]] e ci possa condurre alla conoscenza della [[verità]]. (p. 39)
*[...] non è per la massa che scrive Cartesio; ma per quelli che avranno le [[Forza|forze]] necessarie e che potranno seguirlo fino in fondo. Così come non è per la massa che Platone compose i suoi dialoghi e che [[Sant'Agostino]] scrisse la sua [[storia]]: la storia della sua conversione verso [[Dio]]. (p. 40)
*Se tutto è possibile, non c'è allora niente che sia vero. E se niente è sicuro, solo l'[[errore]] è certo. (p. 41)
 
==Bibliografia==
*Alexandre KoiréKoyré, ''Studi galileiani'' (''Etudes galiléennes'', 1966), traduzione di Maurizio Torrini, Einaudi, Torino, 1979.
*Alexandre Koyré, ''Lezioni su Cartesio'' (''Entretiens sur Descartes''), traduzione di Hélene Tenda e Paolo Guidera, a cura di Paolo Guidera, Tranchida Editorii, [[Milano]] 1990.
 
[[Categoria:Filosofi francesi|Koiré, Alexandre]]
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