Differenze tra le versioni di "J. M. Coetzee"

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semplifico incipit, amplio citazione; fonti in nota
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(semplifico incipit, amplio citazione; fonti in nota)
{{Nobel|la letteratura '''(2003)'''}}
[[Immagine:J.M. Coetzee.JPG|thumb|John Maxwell Coetzee]]
'''John Maxwell Coetzee''' (1940 – vivente), scrittore e saggista anglofono sudafricano, premio Nobel per la letteratura.
 
==Citazioni di John Maxwell Coetzee==
*È stato dai [[Mattatoio|mattatoi]] di Chicago che i nazisti hanno imparato a lavorare industrialmente i corpi. (da<ref>Da ''La vita degli animali'', pp. 65-66).</ref>
*GliIl libro di Tom Regan {{NDR|''[[Tom Regan#Gabbie vuote|Gabbie vuote]]''}} è una bruciante accusa circa il modo in cui trattiamo gli [[Animale|animali]] in un mondo che abbiamo costruito a nostro completo vantaggio e ci fornisce una disamina definitiva sul fatto che gli animali sono o dovrebbero essere titolari di [[Diritti degli animali|diritti]] nello stesso modo in cui lo sono gli umani.<ref>Citato (citato sul retro di copertina diin [[Tom Regan]], ''Gabbie vuote: La sfida dei diritti animali'', trad.traduzione di M.Massimo Filippi e A.Alessandra Galbiati, Edizioni Sonda, Casale Monferrato, 2005), quarta di copertina. ISBN 88-7106-425-9</ref>
*I rapporti deformati e tarpati tra esseri umani che furono creati sotto il [[colonialismo]] e esacerbati sotto quello che è chiamato generalmente apartheid hanno la loro rappresentazione psichica in una vita interiore deforme e tarlata. Tutte le espressioni di questa vita interiore, per quanto intende, per quanto segnate dall'esultanza o dalla disperazione, soffrono delle stesse tarpature e deformità. (citato<ref>Citato in Tommaso Giartosio, ''Perché non possiamo non dirci'', Feltrinelli, 2004, p. 158).</ref>
*Il mercato, mi spiegava mia madre, era una macchina cupa e sinistra che stritolava e divorava centinaia di destini per ogni individuo che ricompensava. (da<ref>Da ''Diario di un anno difficile'').</ref>
*Il pragmatismo vince sempre sui principi; è così che vanno le cose, l'universo si muove, la terra cambia sotto i nostri piedi; i principi sono sempre un passo indietro. (da<ref>Da ''Tempo d'estate'').</ref>
*L'aria intorno a noi crepitava letteralmente per una elettricità che non poteva venire da me, poiché io non essudo più correnti, e dunque doveva venire da lei ....era semplicemente liberata nell'ambiente... e di nuovo sentii l'ombra di quel dolore passare sopra di me, quel dolore cui alludevo prima, di un genere metafisico o comunque post-fisico. (da<ref>Da ''Diario di un anno difficile'').</ref>
*Mentre la guardavo sentii un dolore, un dolore metafisico, insinuarsi in me senza che io facessi niente per fermarlo. E lei, intuitivamente, lo capì, capì che a quel vecchio seduto in un angolo su una sedia di plastica stava succedendo qualcosa di personale, qualcosa che aveva a che fare con l'età e il rimpianto e le lacrime delle cose. (da<ref>Da ''Diario di un anno difficile'').</ref>
*Niente è peggio di quello che possiamo immaginare. (da<ref>Da ''Aspettando i barbari'').</ref>
*Per quello che mi riguarda, direi che è sufficiente che i libri ci insegnino qualcosa su noi stessi. Tutti i lettori dovrebbero accontentarsi di una cosa del genere. O quasi tutti i lettori. (da<ref>Da ''Elizabeth Costello'').</ref>
 
==''Aspettando i barbari''==
 
===Citazioni===
* Io credo nella [[pace]], forse addirittura nella pace ad ogni costo.
* I bambini non dubitano mai, neppure per un momento, che i vecchi enormi alberi sotto cui giocano dureranno in eterno; che loro cresceranno forti come i loro padri, fertili come le madri, che vivranno e saranno felici e alleveranno a loro volta i propri figli lì dove sono nati.
* Io stesso allora non dubitavo che in qualunque momento chiunque di noi, uomo, donna, bambino, forse anche il povero ronzino legato alla ruota del mulino, chiunque sapesse cosa era giusto. Tutte le creature vengono al mondo con dentro la memoria della giustizia.
==[[Incipit]] di ''Gioventù''==
Vive in un monolocale nei pressi della stazione ferroviaria di Mowbray, per il quale spende undici ghinee al mese. L'ultimo giorno feriale di ogni mese prende il treno e va in città, a Loop Street, dove A. & B. Levy, agenti immobiliari, hanno una targa d'ottone e un ufficio minuscolo. È a Mr B. Levy, il più giovane dei fratelli Levy, che porge la busta con il denaro dell'affitto. Mr Levy versa i soldi sulla scrivania ingombra di carte e li conta. Con un grugnito, tutto sudato prepara la ricevuta: – ''Voilà'', giovanotto! – dice passandogliela con uno svolazzo della mano.
 
==Note==
<references />
 
==Bibliografia==
 
== Altri progetti==
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===Opere===
{{Pedia|Aspettando i barbari||(1980)}}

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