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Strage di viale Lazio

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Citazioni sulla strage di viale Lazio.

  • Tutto cominciò la sera del 10 dicembre 1969, quando mio padre e mia madre entrarono per la prima volta nella loro nuova casa, e, trasportati dalla passione, decisero subito di concepirmi. Ma i miei genitori non potevano sapere cosa stava per accadere. In quel preciso momento, infatti, alcuni uomini vestiti da poliziotti ma senza esserlo andavano a una riunione ma senza essere invitati. Erano diretti in un ufficio che si trovava nello stesso palazzo dei miei genitori, in viale Lazio 108, volevano fare una sorpresa al signor Michele Cavataio, noto boss mafioso, detto "Il cobra". [...] La simpatica comitiva era composta dai signori D'Agostino, Provenzano, Caruso, Bagarella e Grado, unico in borghese perché, nel caso, non voleva morire vestito da sbirro. Ad organizzare questa inaspettata visita di cortesia era stato il futuro capo di Cosa nostra, il signor Totò Riina, chiamato affettuosamente dagli amici "La belva". E così, mentre gli spermatozoi di mio padre correvano verso la meta, gli uomini di Totò Riina uscivano dall'ultima galleria per entrare a Palermo. Insieme arrivarono alle rispettive destinazioni: gli spermatozoi all'ovulo e i finti poliziotti di fronte all'ufficio di Cavataio, proprio sotto al nido d'amore dei miei genitori. [...] Ed è proprio in questo momento che la mia vita si incrocia per la prima volta con la mafia. Ma solo uno spermatozoo, decisamente in ritardo, non avendo sentito tutto quel frastuono, si gettò di testa dentro l'ovulo e fecondò. Ecco, quello spermatozoo ero io, e se Totò Riina non avesse organizzato la cosiddetta "strage di viale Lazio", io non sarei mai stato concepito. (La mafia uccide solo d'estate)

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