Talmud di Gerusalemme

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Frontespizio del sedder zra'im del Talmud di Gerusalemme

Talmud di Gerusalemme, conosciuto anche come Talmud palestinese (IV – V sec.), raccolta di commenti rabbinici e note sulla Mishnah.

Citazioni dal Talmud di Gerusalemme[modifica]

  • Ognuno dovrà rendere conto a Dio di tutte le cose buone viste nella vita e non godute.[1]
  • [...] state molto attenti a far piangere una donna, che poi Dio Conta le sue lacrime! La donna è uscita dalla costola dell'uomo, non dai suoi piedi perché dovesse essere pestata, né dalla testa per essere superiore, ma dal fianco per essere uguale [...] un po' più in basso del braccio per essere protetta e dal lato del cuore per essere amata [...].[2]

Citazioni sul Talmud di Gerusalemme[modifica]

  • Il Talmud palestinese (Talmud Eres Isra'el, o, più comunemente se anche meno propriamente, Talmud jerushalmì, Talmud gerosolimitano) giunse più presto alla forma attuale, perché, estintosi il patriarcato verso il 425, le accademie palestinesi cessarono o ridussero di molto la loro attività. Possiamo quindi ritenere che entro il primo quarto del secolo V il Talmud palestinese avesse raggiunto press'a poco la forma in cui noi lo abbiamo. E forse fin d'allora, o poco dopo nel corso dello stesso secolo V, fu posto per iscritto. Un'opera di definitiva e particolareggiata revisione non poté però esser fatta. (Umberto Cassuto)

Note[modifica]

  1. Qiddushin IV, 12; citato in Agnese Cini Tassinario, Appendice storico-critica: Qohèlet e la Bibbia, in Qohèlet, Einaudi, Torino, 2000, p. 50. ISBN 88-06-15180-0
  2. Citato in Carlo Bach e Moreno Gentili (a cura di), Stand-by memory: riflessioni sulla Shoah: Carlo Bach, Gianluigi Colin, Francesco Dondina, Franco Fanelli, Aimara Garlaschelli, Moreno Gentili, William Guerrieri, Orio, Muriel Prandato, Roberto Coda Zabetta, Charta, Milano, 2004, p. 36. ISBN 88-8158-475-1

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