Tamara Vidali

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Tamara Vidali (1966 – vivente), pilota automobilistica italiana.

Dal podio al cantiere: un architetto con la passione della velocità

Intervista di Laura Stradaroli, Tetto & Pareti, dicembre 2006, pp. 116-120; disponibile su laurastradaroli.it.

  • L'automobilismo, insieme alla vela ed all'equitazione, è uno dei rari sport che non separi in due categorie uomini e donne. Le classifiche le stila il cronometro, che non fa distinzioni tra il sesso di chi arriva primo o secondo.
  • [«Cosa le ha insegnato la disciplina sportiva? Le è stata di aiuto nella professione di progettista?»] Sì, l'attività agonistica ovviamente pone l'accento sulla competizione, insegna cosa vuol dire comandare, stare davanti oppure no, e come si conquista il rispetto di quelli con cui ci si confronta o con cui si collabora per ottenere un risultato.
  • [«Come si rapportano con lei gli addetti in cantiere?»] Mi snobbavano! Come nei circuiti anche nei cantieri, ho dovuto dimostrare le capacità, perché il titolo non era sufficiente. In effetti ancora adesso non è raro che parte dello staff delle imprese che operano in un cantiere sia convinto di avere in mano le chiavi della professione in esclusiva, mentre un architetto, specialmente se non è un uomo, sia una presenza definibile come male necessario.
  • [«Se avesse gli strumenti giusti cosa cambierebbe del nostro sistema politico?»] Più rispetto per le maggioranze e meno poteri di interdizione per le minoranze. Oggi come oggi la pandemia iniziata negli anni '90 con la political correttness ha, da un lato finito per ingessare la politica e, dall'altro, sta sempre più rendendo impossibile la vita ai comuni cittadini. Se qualcuno proponesse oggi di tagliare la parte sinistra della "pala Pesaro" di Tiziano che ritrae i prigionieri turchi per non offendere la sensibilità di qualcuno sono certa che tutti senza esclusione si direbbero indignati per l'intenzione di fare a brandelli un capolavoro. Ma se si tratta invece di fare a brandelli la possibilità dei cittadini italiani di condurre una vita normale secondo la sensibilità e la storia della propria comunità non c'è altrettanto rispetto ed unanimità nel difendere i loro diritti. Se nel 1526 c'erano dei conflitti nessuno li nascondeva, oggi si tende a nasconderli sotto il tappeto. Non è un modo per togliere lo sporco, lo si toglie dalla vista e basta.

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